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Appalti pilotati, 8 arresti per corruzione:
in carcere anche un funzionario regionale

MAXI OPERAZIONE dei carabinieri forestali che per oltre un anno hanno indagato per scoperchiare un presunto giro di tangenti per pilotare le gare di affidamento dei lavori della Regione, soprattutto in riferimento alla manutenzione delle aste fluviali. In manette, oltre al dipendente pubblico, sette imprenditori: quattro della provincia di Ancona, due di Ascoli e uno di Arezzo
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Le indagini condotte dai carabinieri forestali

 

Regali e favori per pilotare gli appalti della Regione Marche. E’ questa la base accusatoria che ha portato questa mattina alla maxi operazione condotta su buona parte del territorio regionale dai carabinieri forestali.

In manette, con l’accusa di corruzione, ci sono finite otto persone: un funzionario regionale, Euro Lucidi, di Senigallia, attivo all’ex Genio Civile della Regione, negli uffici di Pesaro, e sette imprenditori. Sono Marco, Simone e Giacomo Mariotti di Serra de’ Conti; Matteo e Stefano Rozzi, di Ascoli Piceno; Enrico Cesaroni di Castelbellino e Agostino Angeli, della provincia di Arezzo.

I sette sono finiti agli arresti domiciliari, il funzionario in carcere. Ma nell’intera indagine ci sono altre 16 persone indagate a piede libero. I reati, contestati a vario titolo: corruzione, turbativa d’asta, truffa aggravata, falso documentale e rivelazione dei segreti d’ufficio. Eseguite in mattinata anche perquisizioni a carico di 15 indagati.

Per il gruppo di imprenditori e il funzionario regionale l’accusa è l’aver creato un sistema di tangenti per pilotare gare d’appalto e affidamenti di lavori per interventi lungo le aste fluviali della regione relativi a manutenzione idraulica con estesi tagli di vegetazione per ricavare biomasse combustibili. Le indagini sono iniziate nel 2021, quando i carabinieri forestali di Ancona e Ascoli hanno ravvisato irregolarità in merito all’esecuzione di alcuni lavori sulle sponde dei corsi d’acqua, in contrasto con i vincoli paesaggistici e ambientali. Erano interventi finalizzati al contrasto del rischio idraulico e del dissesto idrogeologico. Secondo i carabinieri, i lavori avrebbero pregiudicato la salubrità degli ecosistemi fluviali al solo fine di ricavare massimi profitti dalla commercializzazione del materiale legnoso prodotto dagli interventi.
Dei 24 indagati, 10 imprenditori, residenti nelle Provincie di Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro Urbino ed Arezzo, ed 1 funzionario della Regione Marche (ex Genio Civile) di Pesaro Urbino, risultano accusati di corruzione; numerosi infatti sono emersi gli indizi di tangenti in denaro e in utilità percepite dal funzionario per fornire agli imprenditori informazioni utili a condizionare gli esiti delle gare di appalto. Il funzionario arrestato, in concorso con 2 colleghi impiegati in provincia di Pesaro Urbino, risulterebbe essersi prodigato anche per consentire ad una delle società corruttrici di aggiudicarsi il ribasso d’asta per un lavoro, attraverso false integrazioni di lavori in realtà mai realizzati, ma regolarmente liquidati dalla Regione Marche.


Tra i soggetti indagati per turbativa d’asta si contano anche 2 funzionari della Regione Marche (ex Genio Civile) di Ascoli Piceno, che avrebbero condizionato l’esito di una importante gara del valore di 900mila euro per lavori su aste fluviali da eseguirsi a Ripatransone (AP). Dalle attività investigative condotte è emerso come i due imprenditori ascolani arrestati, dopo essere venuti a conoscenza del bando di gara, abbiano individuato delle società conniventi, alcune delle quali contattate dal funzionario della Regione Marche (ex Genio Civile) di Pesaro, con le quali si sarebbero accordati per presentare un’offerta pilotata e quindi aggiudicarsi l’appalto: il tutto in concorso con i funzionari ascolani che si si sarebbero adoperati, stando alle accuse, per invitare a presentare le offerte proprio alle società indicate dagli imprenditori stessi.

Le complesse indagini hanno portato ad ipotizzare turbative e corruzione in almeno 5 lavori pubblici,  dei quali 2 in provincia di Ancona, 2 in provincia di Pesaro Urbino e 1 in provincia di Ascoli Piceno, per un importo complessivo superiore a 1 milione e 200mila euro. In particolare il funzionario arrestato, anche con la collaborazione di altri due colleghi non indagati per corruzione bensì a diverso titolo per falso e rivelazione di segreti d’ufficio, si sarebbe adoperato per favorire le imprese “amiche” condizionando gli esiti delle gare attraverso rivelazioni di informazioni riservate.
I vantaggi percepiti dal funzionario accusato di corruzione, offerti dagli imprenditori coinvolti, sarebbero consistiti tra l’altro in forniture di legna da ardere, nell’utilizzo di veicolo con spese per carburante e altro a carico dell’imprenditore, nel pagamento di una festa di laurea, in pranzi o cene in ristorante, in interventi di riparazione meccanica ed elettronica degli autoveicoli, in forniture di telefoni e di tablet e di ingente quantitativo di olio extravergine d’oliva di produzione locale.
I provvedimenti cautelari emessi attengono alla fase delle indagini preliminari e resta salvo l’accertamento definitivo delle responsabilità. Nelle prossime ore verranno fissati gli interrogatori di garanzia per gli otto arrestati.

(Redazione CA)

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