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Ferrovia Adriatica, Acquaroli
chiede di avviare l’arretramento
dal tratto Pesaro-Falconara

ANCONA - Il governatore delle Marche si è confrontato con il ministro Enrico Giovannini proponendo di procedere per fasi, salvaguardando l'unitarietà del progetto. Da poli opposti sostengono l'idea il sindaco di Falconara, Stefania Signorini, e il capogruppo regionale Pd, Maurizio Mangialardi
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Foro d’archivio

 

Ferrovia Adriatica, il governatore Francesco Acquaroli ieri ha annunciato via Facebook di essersi incontrato con il ministro Giovannini chiedendo di avviare l’arretramento della linea partendo dal tratto Pesaro-Falconara.

Francesco Acquaroli

«Abbiamo condiviso l’importanza e la necessità di potenziare la linea, ma tenendo conto anche di una visione d’insieme e di sostenibilità del territorio. – ha scritto il presidente della giunta regionale delle Marche (FdI) – Ho proposto di procedere per fasi, salvaguardando l’unitarietà del progetto, anche dividendo la nostra regione in due macro-aree e chiedendo al Ministro di concentrarsi su una soluzione d’insieme per il tratto fino a Falconara per poi concentrarsi sul resto delle Marche. Nei prossimi giorni proveremo a trovare una convergenza che possa tenere insieme tutte le esigenze delle parti in causa, considerando le disponibilità finanziarie».

Stefania Signorini

Una proposta sostenuta dal sindaco di Falconara, Stefania Signorini. «È fondamentale il sostegno che ci sta offrendo il governatore Francesco Acquaroli. Ha sempre ascoltato i territori e con la proposta avanzata al ministro per le Infrastrutture Enrico Giovannini dimostra di avere a cuore la tutela delle comunità costiere. – scrive il sindaco Signorini – Il potenziamento del traffico merci sull’attuale linea ferroviaria renderebbe invivibili le nostre città, già separate dal mare dalla barriera dei binari. L’arretramento della linea Adriatica, oltre a evitare l’impatto devastante di un treno merci ogni otto minuti, libererebbe la costa dalla ferrovia e permetterebbe di ricucire il tessuto urbano con la sua spiaggia, con sviluppi che potrebbero andare al di là di ogni previsione. Questo aspetto è ben chiaro al presidente della Giunta regionale Acquaroli, che è stato accanto ai territori sin dal 2019, quando da parlamentare si è schierato accanto ai Comuni costieri nella battaglia contro le barriere antirumore di Rfi. Mi auguro che la convergenza con il ministro Giovannini possa essere trovata, nell’interesse dei cittadini marchigiani».

Maurizio Mangialardi

«Ci rallegriamo che il presidente Acquaroli, almeno per una volta, abbia trovato il buon senso di prendere nettamente le distanze dai suoi e abbia assunto la linea che da tempo il Partito Democratico indica in merito al tema dell’arretramento della ferrovia adriatica. – commenta anche il capogruppo regionale del Pd, Maurizio Mangialardi – Per fortuna, oggi appaiono un brutto ricordo le parole cariche di astio e rancore del capogruppo di Fratelli d’Italia, che accusò il sindaco di Matteo Ricci di curare solo il proprio orticello di fronte allo stanziamento di 1,2 miliardi euro assegnato dal governo a Pesaro. Un finanziamento ottenuto grazie alla capacità dell’Amministrazione pesarese di mettere in campo progettualità di grande prospettiva, che offre a tutta la regione l’opportunità di ripensare la propria dotazione infrastrutturale e potenziare la mobilità leggera e sostenibile per cittadini e turisti».

«Per Ciccioli – prosegue Mangialardi – è un pesante smacco, ma il fatto che la Regione Marche abbia deciso di cogliere proficuamente il lavoro svolto dal sindaco Ricci per sostenere concretamente l’arretramento del tratto ferroviario compreso tra Pesaro e Falconara è certamente una buona notizia. Ci aspettiamo ora che il presidente Acquaroli spenda parole chiare anche a difesa del Waterfront e dell’uscita a nord del Porto di Ancona e istruisca l’iter per iniziare a programmare subito un nuovo tracciato per lo spostamento verso l’interno dei binari per tutta la regione partendo dalla linea Marotta-Senigallia-Montemarciano».

 

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