Sicurezza nei quartieri?
«La si fa con la cura e la manutenzione»

ANCONA - I consiglieri e le consigliere di Altra Idea di Quartiere del Ctp3: «Senza questo, telecamere e vigilantes non saranno mai sufficienti»

Il quartiere Archi di Ancona (archivio)

«Cosa vuol dire sicurezza nei quartieri?».
A spiegarlo, proponendo allo stesso tempo una soluzione, sono i consiglieri e le consigliere di Altra Idea di Quartiere del Ctp3 Giada Matricardi, Silvia Mariotti, Raffaele Vietri e Loretta Boniche che «più che a incentivare una gestione repressiva e ad accreditare un ruolo di primo piano, quasi esclusivo delle forze dell’ordine nei quartieri per risolvere il problema», facendo poi riferimento alle direzioni prese dal sindaco Valeria Mancinelli e dall’assessore alla Sicurezza, Stefano Foresi, puntando a «più polizia nelle strade, ordinanze che vietano l’uso di alcolici (al Piano per l’intera giornata), telecamere ovunque», riferiscono di non essere d’accordo «e anzi crediamo che questa tendenza, se rimane l’unica in campo, aumenterà il clima di astio e ostilità fra cittadini…insomma così non se ne esce».
I consiglieri proseguono spiegando che «gli episodi anche gravi di spaccio, violenza e microcriminalità, ubriachezza molesta che pure esistono non devono e non possono essere generalizzati e vanno affrontati con le normative già in essere e con azioni di contrasto specifiche» puntando invece il dito contro «la onnipresenza mancanza di cura di strade e marciapiedi, l’insufficiente derattizzazione e pulizia dei quartieri, le mancate manutenzioni di parchi e giardini, l’assenza di luoghi di aggregazione, desertificazione di servizi e negozi di vicinato, la concentrazione di immigrazione in alcuni quartieri, immobili abbandonati. Tutto – aggiungono – chiama in causa le responsabilità del governo cittadino e le scelte politiche dell’amministrazione Mancinelli. Considerando anche che progetti e processi di dialogo e integrazione tra culture sono spesso lasciati all’azione e buona volontà di associazioni culturali o volontariato».
Il Ctp3, nelle numerose assemblee fatte agli Archi, Palombella, Stazione «ha già denunciato errori e mancanze. Un lungo elenco di problemi e questioni con proposte e richieste di intervento. L’assessore Foresi, – continuano -, presente, ha preso appunti ma siamo rimasti inascoltati e gli appunti sono rimasti appunti. In questi quartieri ci sono molte potenzialità. La comunità che ci vive è disponibile ad essere coinvolta, gli esempi ci sono: dagli Archi, alla Palombella, a Vallemiano».
Dunque, «La sicurezza come la intendiamo noi – concludono – ha a che fare con la coesione sociale, la partecipazione reale, la cura dell’ambiente, la presenza di servizi e il presidio sociale degli spazi pubblici. Senza questo, telecamere e vigilantes non saranno mai sufficienti».

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