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Truffa del falso incidente stradale:
spilla 300 euro a un 80enne
E’ caccia a una Audi A3 metallizzata

CASTELFIDARDO - Il pensionato ieri aveva appena lasciato in auto il supermercato quando dopo la rotatoria di via Che Guevara, all'Acquaviva, si è visto affiancare da quella vettura. Ha consegnato il denaro chiesto come risarcimento proprio mentre Thomas Galassi, il coordinatore della Protezione civile fidardense, lo ha notato parlare a distanza e, urlando, ha messo in fuga lo sconosciuto con i soldi. Indagano i Carabinieri
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A Castelfidardo è caccia all’automobista a bordo di un’Audi A3 metallizzata argento che ieri mattina ha raggirato un 80enne alla guida, facendogli credere di aver provocato un incidente stradale alla rotatoria dell’Acquaviva. Thomas Galassi, il coordinatore del Gruppo di Protezione civile di Castelfidardo dal giardino di casa ha assistito a distanza all’ultimo scambio di battute tra lo sconosciuto e l’anziano, quando ormai la truffa era stata consumata. Ha gridato intuendo che c’era qualcosa di anomalo e, infatti, ha visto salire velocemente in auto lo sconosciuto per darsi alla fuga. A quel punto è scattato l’allarme con la telefonata ai Carabinieri e la segnalazione del modello della vettura. Sono iniziate le indagini che ora sono tuttora in corso  e sono entrate alla fase dell’analisi dei filmati delle telecamere pubbliche e private accese in quell’area della città.

La ‘truffa dello specchietto rotto’, in questo caso un fanale in frantumi e un graffio su una portiera, è andata in scena ieri intorno a mezzogiorno mentre l’anziano fidardense rientrava a casa dal supermercato di via Musone. «Mi ha raccontato che la berlina con quel giovane a bordo lo ha affiancato subito dopo aver sentito un rumore simile a uno scoppio alla rotatoria di via Che Guevara – riferisce a telefono a Cronache Ancona Thomas Galassi che ha lanciato sui social il tam tam per avvertire i concittadini del pericolo – la macchina lo ha rincorso fino alla chiesetta dell’Acquaviva. Poi il conducente dell’Audi è sceso abbastanza agitato e lo ha accusato di avergli rovinato la fiancata della vettura e il fanale mostrando  inoltre come il segno bianco sulla maniglia sull’auto del vecchietto testimoniava l’esito del presunto scontro. Reclamando un danno da 500 euro il giovane sui 26-27 anni ha consigliato al pensionato di non dichiarare il sinistro alla assicurazione ma di risarcirlo a lui subito in contanti e con lo sconto. Si sarebbe accontentato di 300 euro».

Thomas Galassi

Alla richiesta di soldi l’80enne terrorizzato non ha battuto ciglio. convinto com’era di aver provocato quei danni, e ha chiesto all’interlocutore di attenderlo mentre andava a casa, abitando nei paraggi, per andare a prendere il denaro contante che alla fine si è fatto prestare da un amico. «Quella vettura circolava in zona già dalla mattina e aveva attirato la mia attenzione, ma ero impegnato a casa con mia moglie e i bambini e non ho annotato la targa come faccio di solito quando vedo qualcosa di sospetto. – aggiunte ancora Thomas Galassi – Mentre apparecchiavo in giardino verso le 11.50, però, l’ho rivista ferma sulla strada davanti ai giardinetti ed ho notato l’anziano  che conosco e che avevo incontrato poco prima al supermercato di via Musone, intento a parlava con quel giovane. D’istinto ho cominciato a gridare e la reazione dello sconosciuto è stata quella di risalire sull’Audi A3 e di dileguarsi in gran fretta. Aveva già in tasca i 300 euro». Il coordinatore del Gruppo protezione civile di Castelfidardo è sceso  di corsa fuori di casa per parlare con il pensionato, abbastanza scosso, che gli ha rivelato quello che era accaduto. «Si sentiva mortificato per quello che era successo. – ricorda – Ho telefonato ai Carabinieri che hanno avviato le ricerche dell’Audi A3 sul territorio comunale purtroppo senza esito. Sono certo, però, che le telecamere aiuteranno le indagini. Abbiamo verificato che il segno sulla carrozzeria della macchina dell’80enne era stato fatto con un gessetto, probabilmente mentre si era fermato al supermercato. Aveva anche trovato lo sportello semi aperto ma intento a carica la spesa, sul momento non aveva dato troppo peso a quel dettaglio. Sono davvero dispiaciuto di non aver annotato quella targa, magari finiva diversamente».

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