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Uni.Co. cresce nel Centro Italia,
Mariani: «Affidabilità e nuovi servizi
La Regione ci salvaguardi»

ECONOMIA - L'intervista a Paolo Mariani, direttore generale di Uni.Co. L'approfondimento sui fattori di crescita che hanno portato il Confidi marchigiano a diventare punto di riferimento fuori dai confini regionali e l'appello all'istituzione
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Paolo Mariani (foto dal sito www.uni-co.eu)

 

di Leonardo Nevischi

Il difficile momento economico che stiamo vivendo, caratterizzato dall’evoluzione dei costi delle materie prime, dell’energia e dell’inflazione dei tassi, impone necessariamente l‘urgenza di individuare le soluzioni più efficaci e lungimiranti nei confronti di piccole e medie imprese e lavoratori autonomi. Ed è proprio questa la missione di Uni.Co., il confidi più grande del centro-sud Italia che opera a supporto delle imprese mettendo a loro disposizione un’ampia varietà di servizi e prodotti aderenti alle esigenze delle realtà del territorio marchigiano e del centro Italia.

Dalle Marche alla Sicilia, Uni.Co. si è evoluto tanto da passare dall’essere il Confidi regionale delle Marche ad un Confidi pluriregionale che tocca altre regioni, quali Umbria, Abruzzo e Molise. «Questo upgrade cambia la prospettiva del Confidi, il quale mantiene sempre un’anima marchigiana ma estende la propria operatività in territori limitrofi molto legati alla nostra regione per cultura, per vicinanza economica (oltre che fisica) e per eventi in comune come il sisma che ha danneggiato tre regioni su quattro» ha esordito Paolo Mariani, direttore generale di Uni.Co. con il quale abbiamo approfondito l’evoluzione e la crescita del Confidi regionale delle Marche.

«In questi miei tre anni all’interno di Uni.Co. – ha seguitato Mariani – il Confidi è cresciuto non solo a livello dimensionale, ma anche sul piano della credibilità. Questo per la vicinanza che, soprattutto nella fase pandemica, ha dimostrato alle imprese sia facendosi promotore di iniziative specifiche sia trovandosi al fianco della regione Marche come erogatore di interventi e agevolazioni che hanno avuto un enorme successo e un grande impatto sul tessuto economico marchigiano. Uni.Co. oggi si pone a tutto tondo come un intermediario finanziario credibile, rispettato e serio al fianco della piccola e media impresa che ha bisogno di essere interpretata per poter essere aiutata. Una Pmi che ha bisogno di crescere, evolversi e aggregarsi per affrontare sfide indubbiamente complesse. Però, affinché queste imprese ci riescano, è necessario che al loro fianco ci sia una struttura che le segua non solo in una logica di collocamento dei prodotti, pur validi, ma soprattutto in una logica consulenziale e di assistenza che a nostro modo di vedere ha un valore ben più importante del semplice collocamento di un prodotto bancario. È questo ciò che fa la differenza tra Uni.Co. ed il sistema bancario».

Uni.Co. è in fase di espansione non solo in maniera dimensionale ma anche genetica. «La nuova operazione ha generato un soggetto solido e altamente qualificato che, esteso su Marche, Umbria, Abruzzo e Molise, segue più di 60 mila azienda associate, con 80 milioni di mezzi propri, ed un obiettivo di produzione per il corrente anno di almeno 150 milioni di euro – ha sottolineato Mariani – A questo va aggiunto che ci stiamo sviluppando sempre di più con nuovi servizi, nuovi prodotti e anche valutando l’ingresso di altri attori: perché Uni.Co è una strada sulla quale possono convergere tanti soggetti, in quanto esso non deve essere inteso come un intermediario di proprietà di qualcuno ma come uno strumento vincente sul quale possono convergere altri mondi per sviluppare ancora di più questa idea per lo sviluppo del centro-sud Italia. È questo l’obiettivo che il consiglio di amministrazione si è posto e tutte le attività che stiamo ponendo in essere e vanno in questa direzione».

Una direzione che per il dg Paolo Mariani comprende anche un dialogo strategico con la Regione Marche: «Auspichiamo che una cooperativa come la nostra sia considerata dalla regione Marche come un valore, come qualcosa su cui puntare, come una ricchezza da mantenere e da far crescere in realtà regionali dove sono presenti importanti player nazionali del mondo finanziario. Penso che sono due i mondi che vanno salvaguardati: quello del credito cooperativo, al quale ci sentiamo molto vicini, ed il mondo del Confidi e in questo caso Uni.Co. rappresenta una ricchezza che non andrebbe depauperata. Con questo non intendo che ci sia una contrapposizione con i player nazionali, che è importante che ci siano e che svolgano bene il loro compito, ma voglio dire che accanto a questo ci devono essere le banche locali, con in primis il mondo del credito cooperativo e realtà importanti come Carifermo, caratterizzate da una grande vocazione locale che arricchisce e completa un’offerta che non può essere saturata dai player nazionali. Ecco perché la Regione secondo me farebbe bene a salvaguardare queste realtà e ad aiutarle ad essere vicino agli imprenditori, aiutarli in un momento nel quale è difficile prevedere una prospettiva. In questo momento servono dialogo e gioco di squadra».

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