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«Reati in calo nella regione
ma preoccupano lo spaccio
e il pendolarismo criminale»

SICUREZZA - «Suscita preoccupazione lo spaccio delle sostanze stupefacenti e, pertanto, l’attività delle forze di polizia è concentrata a intercettare i canali di distribuzione provenienti da altre aree geografiche». E' quanto emerso dalla conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, riunita oggi ad Ancona
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Il Comitato riunitosi oggi in prefettura ad Ancona

Si è riunita la conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza.
A prenderne parte sono stati presidente della Corte d’Appello, il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello, il procuratore distrettuale antimafia, i prefetti di Ascoli Piceno, Macerata, i viceprefetti vicari di Fermo e Pesaro e Urbino, i questori delle province, i Comandanti regionali e provinciali dei carabinieri, della Guardia di Finanza e dei carabinieri Forestali, un rappresentante della Banca d’Italia e il presidente della Commissione Regionale dell’Associazione Bancari d’Italia (ABI).
Su espresso mandato del Ministro dell’Interno, che ne attribuisce il coordinamento al prefetto del capoluogo, Darco Pellos, è stata effettuata «un’ampia e approfondita ricognizione delle iniziative adottate, delle sinergie operative e dei risultati raggiunti in materia di ordine e sicurezza pubblica nella regione Marche».
L’incontro ha affrontato inizialmente quei temi di immediato allarme sociale quali: il contrasto alle forme di criminalità diffusa e predatoria per incrementare la sicurezza urbana.
«E’ emerso che a latere delle attività investigative e repressive – fa sapere la prefettura -, si è sviluppata un’intensa ed efficace attività preventiva che ha consentito di registrare una flessione del numero dei reati commessi in tutto il territorio marchigiano».
Passando all’analisi specifica dei singoli reati, «suscita preoccupazione lo spaccio delle sostanze stupefacenti e, pertanto, l’attività delle Forze di Polizia è concentrata a intercettare i canali di distribuzione provenienti da altre aree geografiche».
Per quanto riguarda il campo della violenza di genere e la tutela dei minori «sono state intraprese prassi operative per affrontare le problematiche senza trascurare nessun segnale di pregiudizio per la sicurezza delle persone. Numerosi sono stati i provvedimenti di prevenzione adottati dai questori – prosegue – nei confronti dei componenti delle cosiddette baby-gang che rappresentano eclatanti manifestazioni di un diffuso disagio giovanile». Rispetto a questo problema «la risposta delle Istituzioni si è concretizzata in un dispositivo di presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine, nella sottoscrizione di protocolli, che hanno messo in moto circuiti di educazione alla legalità e sostegno a forme di marginalità e disagio giovanile».
In tutta la regione resta alta l’attenzione al fenomeno del pendolarismo criminale che vede persone provenienti da altre aree geografiche per darsi a furti e truffe nei confronti della popolazione più vulnerabile.
La strategia di contrasto a questo fenomeno «si sviluppa attraverso la implementazione dei sistemi di videosorveglianza e l’istallazione di telecamere Ocr in grado di leggere il numero delle targhe dei veicoli in transito».
Dall’analisi delle informative delle forze di polizia è emerso che «in regione non sono presenti insediamenti di consorterie criminali di stampo mafioso capaci di permeare il territorio – è stato sottolineato -. L’attenzione rimane comunque alta per intercettare i reati spia o fenomeni di infiltrazione nel tessuto economico regionale che risulta, in questo momento, da attenzionare a causa delle conseguenze economiche della pandemia e dell’incremento dei costi energetici. L’impegno congiunto delle prefetture e delle Forze dell’Ordine – è stato ribadito – è costantemente orientato al controllo della corretta gestione dei fondi pubblici attraverso il monitoraggio dei lavori per la realizzazione delle opere infrastrutturali, della ricostruzione post-sisma, nonché al controllo della filiera di gestione dei rifiuti».
La prevenzione amministrativa antimafia è «indirizzata a evitare interferenze illecite nella realizzazione degli interventi del Pnrr, nonché quelli per il ripristino dei danni dovuti alle criticità idrogeologiche che hanno colpito di recente una parte del territorio».
Infine, uno specifico approfondimento è stato compiuto attraverso l’analisi degli studi della Banca d’Italia che raccoglie le segnalazioni di operazioni sospette provenienti dal sistema bancario «ed è stato evidenziato che in tutta la regione il numero delle segnalazioni è in linea con le percentuali nazionali».
In questo ambito le analisi effettuate da Banca d’Italia e Abi evidenziano che «le segnalazioni sospette attribuibili al fenomeno dell’usura sono circa il 2% del totale».
Il fenomeno dell’usura, che potrebbe nutrirsi della crisi economica generata dalla pandemia e dall’incremento dei costi dell’energia e dei tassi di interesse, «richiede una costante attenzione anche per gli scenari attuali che fanno ipotizzare una maggiore necessità di accesso al credito da parte di famiglie e imprese».
Sulla base di queste considerazioni i prefetti della regione hanno pensato di implementare i contenuti del Protocollo regionale per il contrasto del fenomeno dell’usura che è stato sottoscritto nel febbraio 2021.
Il presidente della Corte d’Appello Catelli, e il procuratore distrettuale antimafia Garulli, hanno apprezzato gli esiti della riunione e l’opera delle forze di polizia, evidenziando la necessità che i flussi informativi siano continui e sistematici.

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