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Carlo Pesaresi: «Votando me
il centrosinistra si garantirà
visione futura e discontinuità»

ANCONA - Prima, delle due interviste agli aspiranti candidati sindaco del centrosinistra in vista delle primarie di domani, domenica 27. In rigoroso ordine alfabetico partiamo con l’ex assessore alla cultura della Provincia: «Ancona deve tornare a pensare in grande e prendersi cura di sé. Stop con il porto visto in contrapposizione alla città. Indispensabile intervenire su Mandracchio e porto antico»
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Carlo Maria Pesaresi

Prima delle due interviste che i candidati alle primarie della coalizione Progetto Ancona hanno gentilmente concesso a Cronache Ancona per convincere gli elettori del centrosinistra e gli indecisi a correre domani a votare ai seggi allestiti in 17 zone della città per determinare il nome che il centrosinistra proporrà come primo cittadino alle comunali di primavera 2023. Stesse domande per tutti e due, neanche a dirlo. In rigoroso ordine alfabetico proponiamo qualche minuto prima quella di Carlo Maria Pesaresi.
Perché un cittadino anconetano di centrosinistra dovrebbe scegliere lei anziché il suo avversario domenica 27?
«Perché per migliorare tutto il lavoro fatto in questi anni servono persone ed energie nuove. Occorre una visione a lungo raggio ed un metodo di governo molto più inclusivo e partecipativo».
Immaginiamo che lei vinca le primarie e poi venga eletto sindaco il prossimo anno: quale sarà la prima cosa che farà per la città?
«Completare assolutamente le tante opere pubbliche iniziate ma rimaste in sospeso. Penso alla biblioteca, alla Mole, l’ex Dreher. E ancora il verrocchio, via Marconi, il lungomare Vanvitelli e lo stadio Dorico. Opere da completare anche per eliminare i cantieri che tanti disagi provocano ai cittadini. Dopodiché la fase finale dell’uscita porto e i dossier per non perdere i finanziamenti del Pnrr».
Come mai il porto dopo tanti anni è tornato al centro assoluto del dibattito per tutte le forze politiche, non solo quelle del centrosinistra?
«Ci saranno molti soldi disponibili per il porto ed esso ha finalmente l’opportunità di completare quegli interventi strategici al suo sviluppo. Occorre poi ribaltare quella narrazione in base alla quale il porto è visto in contrapposizione alla città. Per fare ciò sarà indispensabile recuperare le due cerniere che tengono unite, per l’appunto, porto e città: il Mandracchio e il porto antico.
Una cosa che il sindaco e la giunta attuale secondo lei hanno fatto male o potevano fare meglio.
«Vedo tre cose, non una. La prima è la cura della città, la sua pulizia, l’arredo e le manutenzioni. La seconda è la scarsa visione di lungo periodo. La terza infine è il non esercizio della funzione di capoluogo che la città di Ancona deve avere. Ancona non è stata responsabile verso il resto del territorio della regione ed il suo sviluppo, concentrandosi troppo sull’ordinarietà locale.
Una caratteristica politica del suo avversario alle primarie che proprio non le piace, dovesse vincere e attuare il programma.
«Non mi piace che non presenti alcun elemento di discontinuità con la giunta Mancinelli. Nessuna messa in discussione, nessun ripensamento. È una totale sovrapposizione. Non si riesce a prendere spunto dalle criticità emerse per fare un passo avanti. Vedo un appiattimento».
Tema libero come a scuola. Comunichi ciò che vuole ai nostri lettori e potenziali elettori.
«Assieme ai cittadini dobbiamo avere la voglia ed il coraggio di tornare a vedere, pensare e respirare in grande per la città di Ancona».

a. bomb.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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