«Lavori estivi ‘leggeri’ dai 14 anni»:
le studentesse scrivono ai parlamentari,
la deputata Irene Manzi le va a trovare

OSIMO - Gradita sorpresa ieri mattina per le alunne del corso Moda dell'Iis Laeng Meucci che avevano inviato la mail a tutti gli eletti marchigiani e che hanno potuto confrontarsi di persona con l'esponente del Pd sulla loro proposta di abbassare l’età di accesso al mondo del lavoro. Prima dei saluti il dono di una maglietta e l'invito a visitare Montecitorio

La deputata Irene Manzi (Pd) dialoga con le studentesse del corso Moda dell’Iis Laeng Meucci di Osimo

 

Gentile onorevole, siamo la classe prima Moda dell’Istituto Laeng-Meucci, sede di Osimo. Un giorno a lezione il professore, dopo aver letto con noi un articolo sulle proteste delle giovani in Iran, ci ha domandato se ci fosse qualcosa per cui anche noi saremmo volute scendere in piazza e molte di noi hanno espresso il desiderio di poter impiegare in modo diverso i mesi estivi. Da questa discussione è nata una proposta che vorremmo sottoporle: vorremmo proporle di dare la possibilità ai ragazzi dai quattordici anni in su di lavorare nei mesi estivi…” La risposta a questa lettera, inviata dalla studentesse a tutti i parlamentari eletti nelle Marche, è arrivata, in un caso, di persona: la deputata del Pd Irene Manzi ha contattato il professor Luca Pieroni, che aveva inoltrato la mail delle alunne ha deciso di venire a parlare con le ragazze ieri mattina, poco prima di prendere il treno per Roma per tornare al suo impegno parlamentare. L’onorevole è stata accolta dal dirigente scolastico Angelo Frisoli, che ha ringraziato calorosamente la deputata per aver deciso di incontrare le studentesse e le ha fatto dono di una t-shirt con il logo dell’Istituto; in seguito l’ha accompagnata nella classe delle ragazze che hanno parlato con lei per circa un’ora.

L’omorevole Irene Manzi con il dirigente scolastico Angelo Frisoli mostra la t-shirt donata dalla studentesse

Inizialmente intimidite le studentesse si sono poi “sciolte” e sono fioccate le domande sulla vita parlamentare, ma anche personale, della deputata, sempre gentile e disponibile. L’onorevole Manzi ha spiegato che lo Stato ha stabilito il limite dei 16 anni per il lavoro minorile «per proteggere i ragazzi e non perché non si fida di voi»  e per dare, a tutti i giovanissimi, la possibilità di avere il tempo di «maturare competenze» sia teoriche che pratiche, da poter usare, poi, nella vita adulta.

«Una proposta come la vostra di abbassare l’età di accesso al lavoro susciterebbe una sollevazione popolare – ha evidenziato la deputata – perché in alcune zone del Paese c’è uno sfruttamento dei ragazzi più giovani e in certi territori andare a lavorare significa abbandonare la scuola».«Una lettera come la vostra non mi era capitata mai – ha poi proseguito – e mi piacerebbe confrontarmi con altri parlamentari sulla vostra proposta». Le studentesse hanno ribadito che loro vorrebbero lavorare in estate per “dimostrarci più mature, per stare a contatto con persone più adulte, per essere più autonome, per avere la soddisfazione di aver guadagnato dei soldi e di comprarci delle cose, per non pesare sui genitori e aiutarli nelle spese”. Alla fine dell’incontro le ragazze hanno ringraziato la parlamentare per “aver speso del tempo per noi”: da parte sua l’onorevole Manzi ha invitato le studentesse ad andare a Roma per visitare Montecitorio e vedere in diretta come funziona la nostra democrazia.

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