Qualità dell’aria nelle Marche nel 2024:
inquinanti sotto controllo,
ma la sfida è l’ozono

ANCONA - l rapporto annuale dell'Arpam conferma livelli di Pm10 e altri inquinanti al di sotto dei limiti. Focus sulle polveri sahariane e sui nuovi obiettivi normativi del 2030

La centralina dell’Arpam posizionata in piazza Cavour (Archivio)

E’ stato pubblicato dall’Arpam il Report Regionale sulla Qualità dell’Aria del 2024, fornendo un quadro dettagliato e basato su dati che analizzano lo stato dell’aria nella regione.
Il documento, che prende in esame i trend degli ultimi 5 anni, conferma un risultato in gran parte positivo, pur con alcune criticità da affrontare.
Il rapporto evidenzia come i principali inquinanti atmosferici, monitorati da una rete di 18 stazioni fisse, abbiano mantenuto livelli ben al di sotto dei limiti di legge.
In particolare, i valori di Pm10 e Pm2.5 sono rimasti entro i limiti normativi in tutta la regione, e nessuna criticità è stata riscontrata per il Biossido di azoto né per altri inquinanti come il Biossido di zolfo, il Monossido di carbonio, il Benzene e i metalli.
L’unico inquinante a rappresentare una criticità significativa nel 2024 è stato l’ozono, un problema che si manifesta in gran parte del Paese, soprattutto durante la stagione estiva.
Il valore obiettivo per la protezione della salute non è stato rispettato in 4 stazioni su 13, con superamenti che nel solo anno 2024 hanno interessato 5 stazioni.

Il report dell’Arpam si sofferma anche sul fenomeno, sempre più frequente, delle intrusioni di polveri sahariane.
Nel 2024, la regione Marche ha visto diversi eventi di questo tipo, che hanno causato picchi temporanei di Pm10.
I dati del 2024 confermano una situazione strutturalmente positiva per gli inquinanti primari, ma il rapporto sottolinea l’importanza di affrontare l’ozono, la cui formazione è legata a fenomeni meteoclimatici complessi.
Il documento richiama inoltre l’attenzione sui nuovi limiti più stringenti stabiliti dalla Direttiva UE 2024/2881, che entreranno in vigore entro il 2030.
Questi nuovi obiettivi, in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), renderanno necessario un adeguamento delle strategie e dei piani di risanamento. Infine, l’Arpam ha annunciato una novità importante per il 2025: la disponibilità dei dati raccolti nel Report in un formato aperto e scaricabile (.csv), per favorire la trasparenza e l’analisi da parte di tutti i cittadini.

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