Scioperano i precari della giustizia:
martedì il sit-in in piazza del Papa

Un presidio di protesta davanti al Tribunale di Ancona dei lavoratori fonici, trascrittori e stenotipisti che lavorano nei servizi attualmente in appalto per il servizio di documentazione degli atti processuali (archivio)
Martedì 16 settembre, la Fp Cgil ha proclamato una giornata di sciopero del personale precario della Giustizia. Per l’occasione, ad Ancona, in Piazza del Plebiscito (conosciuta come piazza del Papa), dalle 10 alle 12 di martedì 16 settembre, si terrà un presidio regionale a sostegno della vertenza dei precari della Giustizia. Nelle Marche, i precari sono oltre 200 tra funzionari Upp, tecnici e data entry.
«Le 12 mila unità di personale precario del Ministero della Giustizia, il cui contratto scadrà a giugno del 2026, devono essere stabilizzate o si saranno sprecati gli oltre 2 milioni di euro di fondi Pnrr, investiti in formazione e specializzazione del personale precario. – fa sapere la sigla sindacale in un nota – Ad oggi, il Governo non ha stanziato i fondi necessari per stabilizzarli tutti. E’ inaccettabile. Presso la Corte di Appello di Ancona cosi come presso il Tribunale di Urbino, il personale a tempo determinato rappresenta quasi il 50% della totalità dei lavoratori in servizio. Secondo il rapporto presentato dal Ministero della Giustizia e dalla Banca d’Italia, l’effetto precari ha portato allo smaltimento di 100 mila procedimenti civili in un solo anno, pari a circa 1/3 dell’arretrato 2019. E sono circa 150.000 le pratiche in più evase tra procedimenti civili e penali che rispondono al diritto per i cittadini ad una giustizia oltre che equa, molto più celere.
Una mobilitazione dei lavoratori precari della giustizia che sostiene anche la sezione distrettuale di Anm Ancona. «La Giunta Distrettuale condivide le iniziative e le richieste del personale precario addetto all’Ufficio per il Processo, in servizio presso il Distretto di Ancona, volte a ottenere la sua integrale stabilizzazione nel settore dell’amministrazione della giustizia.- si legge nel comunicato dell’Associazione nazionale magistrati di Ancona – L’apporto lavorativo arrecato si è sin qui rivelato pienamente funzionale e fondamentale per ridurre sensibilmente l’arretrato e i tempi di risposta alla domanda di giustizia della collettività. Si tratta di soggetti altamente qualificati che rappresentano un valido staff di affiancamento al magistrato. Fatto è che per questi addetti il contratto di lavoro a tempo determinato scadrà a giugno del 2026: il loro soltanto parziale e minoritario assorbimento nelle strutture giudiziarie non potrà che provocare la perdita di professionalità indispensabili, il riformarsi dell’arretrato e la dilatazione della durata dei procedimenti».
Anm auspica, pertanto,« l’integrale stabilizzazione e assunzione a tempo indeterminato di tutti gli addetti all’Ufficio per il Processo e il loro inserimento in un profilo professionale che ne assicuri la specificità di apporto e di collaborazione al magistrato, così rafforzando e tutelando la funzione e la finalità di questo Ufficio che proprio con il loro ausilio ha ottenuto risultati particolarmente significativ» conclude la Giunta Distrettuale di Anm Ancona.
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