C’è un momento, durante una visita formativa, in cui la teoria smette di essere un insieme di concetti e diventa vita reale. È accaduto agli studenti del corso di laurea magistrale in Rischio Ambientale e Protezione Civile dell’Università Politecnica delle Marche, protagonisti di una giornata intensa e profondamente immersiva presso l’aeroporto di Ancona. Una giornata in cui il sistema aeroportuale di risposta ad una simulazione di emergenza si è mostrata senza filtri: viva, complessa, coordinata e umana. Gli studenti hanno potuto osservare da vicino, durante una esercitazione, ciò che normalmente resta dietro le quinte: la catena di allerta, i mezzi antincendio, le procedure di emergenza, la gestione delle comunicazioni. Tra i momenti più intensi, il confronto diretto con i professionisti del soccorso aeroportuale, l’evacuazione di un vero aeromobile e la forza del lavoro di squadra.
È emerso con chiarezza che la gestione di un’emergenza aeroportuale è un mosaico di professionalità diverse, ognuna indispensabile, ognuna parte di un’unica missione: proteggere vite e garantire la sicurezza dell’aeroporto. Per gli studenti, la visita è stata la possibilità concreta di vedere incarnati i modelli organizzativi studiati, di riconoscere sul campo le procedure, di comprendere la complessità di un’emergenza non solo come evento tecnico, ma come processo umano e organizzativo. Un ponte concreto tra formazione accademica e mondo operativo. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso dell’Aeroporto di Ancona volto a promuovere una cultura della sicurezza matura, consapevole e partecipata. Un impegno che passa attraverso il dialogo con scuole, università e istituti di formazione, affinché le nuove generazioni possano crescere con una visione chiara del valore del soccorso, della prevenzione e della collaborazione interistituzionale.
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