Ballo, canto e passione per il cucito:
ecco il segreto di Aldemira Suardi
per festeggiare un secolo di vita
Un secolo di vita, di sacrifici, passioni e valori: Aldemira Suardi, cittadina falconarese, ha festeggiato i suoi 100 anni nella casa di riposo ‘Oasi Ave Maria’ di Loreto, dove risiede. Alla festa, che si è svolta nella mattinata di giovedì 30 aprile, hanno partecipato l’arcivescovo di Loreto monsignor Fabio Dal Cin e il sindaco di Falconara Stefania Signorini. A fare gli onori di casa, il sindaco di Loreto Moreno Pieroni, il vicesindaco Nazzareno Pighetti e il direttore della struttura Filippo Orsi, oltre alla figlia Laura Carrera. Nel pomeriggio i festeggiamenti sono proseguiti in famiglia, con la nipote Beatrice e la pronipote Sophie, di appena 4 anni, che hanno condiviso con Aldemira un momento di gioia con torta e candeline, rendendo ancora più speciale questo importante traguardo.
Nata e cresciuta a Fiumesino, Aldemira è figlia di un pescatore e fin da giovane ha conosciuto il valore del lavoro e della solidarietà. Dopo la guerra ha lavorato nella fabbrica di pelletterie Filipponi di Villanova, poi come aiuto sarta, distinguendosi per la sua abilità nel cucito e coltivando una passione che l’ha accompagnata per tutta la vita. La figlia Laura ricorda ancora un bellissimo cappotto grigio che le aveva confezionato. Il marito Dante Carrera, con cui dopo il matrimonio è andata a vivere a Castelferretti, lavorava invece all’Intendenza di Finanza, dove disegnava mappe e planimetrie quando ancora non esistevano i sistemi satellitari. Grande appassionata di pesca, sia al fiume che al mare, Aldemira era abituata a barattare il pescato con i prodotti della campagna. Amava cucinare, in particolare lo stoccafisso con le patate e il pesce in generale. Ha sempre coltivato anche la passione per il canto e per il ballo, praticato con entusiasmo fino allo scorso anno.

Aldemira Suardi con l’arcivescovo di Loreto, Fabio dal Cin, il sindaco di Falconara Stefania Signorini, ed il sindaco lauretano uscente Moreno Pieroni
La sua lunga vita è stata segnata anche da momenti difficili: da ragazza durante la seconda guerra mondiale è sfuggita ai bombardamenti sul ponte dell’Esino e, in un’altra occasione, a Chiaravalle mentre si recava a ritirare la tessera annonaria. Nonostante tutto, ha sempre mantenuto uno sguardo positivo: «Ho vissuto tante difficoltà, ma il bene in famiglia è stato sempre tanto», ha raccontato durante i festeggiamenti. Nel corso della celebrazione di giovedì mattina monsignor Dal Cin ha sottolineato «il tratto gentile e cordiale» della festeggiata, evidenziando la sua partecipazione alla vita religiosa come espressione di una fede genuina e profonda, esempio per tutti. «Ringraziamo il Signore per il tanto bene ricevuto e anche donato», ha aggiunto. «Festeggiare Aldemira è un grande onore – ha commentato il sindaco Stefania Signorini – e vuol dire ringraziarla per tutto quello che ha fatto per la nostra comunità, in cui ha vissuto per tanti anni». Una giornata intensa e partecipata, che ha reso omaggio a una vita lunga cento anni e ricca di esperienze, diventata patrimonio di memoria e testimonianza per l’intera comunità.
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