Siccità? Si combatte con Primes‑Adrion
La siccità non è più un’emergenza occasionale, ma un rischio con cui fare i conti in modo strutturale. La risposta, però, non può essere solo tecnica o affidata alle reti e alle infrastrutture: deve partire dalle comunità. È questo il messaggio emerso dall’evento di lancio del progetto europeo Primes‑Adrion, ospitato ad Ancona e dedicato alla prevenzione del rischio siccità nell’area Adriatico‑Ionica. Il progetto, finanziato dal programma Interreg Ipa Adrion, coinvolge dieci partner di sei Paesi, Italia, Croazia, Bosnia‑Erzegovina, Serbia, Montenegro e Grecia, impegnati a costruire strategie condivise per affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. L’obiettivo è chiaro: passare da una gestione dell’emergenza a un approccio basato su prevenzione, adattamento e resilienza. Tra i partner italiani del progetto, Viva Servizi ricopre il ruolo di capofila: gestisce il servizio idrico integrato in 43 Comuni della provincia di Ancona, servendo circa 400 mila cittadini.
L’azienda è coinvolta nel progetto per mettere a sistema le esperienze maturate sul territorio, in particolare nella riduzione delle perdite idriche, nella digitalizzazione delle reti e nelle attività di sensibilizzazione rivolte alla popolazione. Ad aprire l’incontro è stato il presidente di Viva Servizi, Andrea Dotti, che ha sottolineato come la tutela dell’acqua non possa essere demandata solo ai gestori: «La lotta allo spreco e la prevenzione della siccità richiedono il coinvolgimento di tutti – istituzioni, imprese e cittadini – perché l’acqua è un bene comune e la sua protezione è una responsabilità collettiva». Nel corso dell’evento è intervenuto anche l’assessore regionale alle Risorse idriche e alla Valorizzazione dei beni ambientali, Tiziano Consoli, ricordando che «le Marche sono tra le poche regioni ad aver avviato un progetto organico per l’adattamento ai cambiamenti climatici», affrontando in modo integrato temi come il consumo di suolo, il dissesto idrogeologico e la gestione della risorsa idrica». Gli interventi tecnici hanno offerto una fotografia aggiornata dell’andamento delle precipitazioni e degli effetti del cambiamento climatico, mostrando come gli episodi di siccità siano sempre meno eccezionali e sempre più frequenti. Un quadro che rende necessari investimenti infrastrutturali e tecnologici, ma anche un forte lavoro sulla consapevolezza dei cittadini e sui comportamenti quotidiani.
Il progetto Primes‑Adrion, avviato nel gennaio 2025, avrà una durata complessiva di 30 mesi. Dopo una prima fase di coordinamento, formalizzata con un protocollo d’intesa tra i partner, il percorso prevede azioni concrete sui territori. Tra gli obiettivi c’è anche la valutazione della possibilità di creare “comunità idriche”, sul modello delle comunità energetiche, e lo sviluppo di forme strutturate di scambio di dati e conoscenze, anche con il supporto del mondo universitario. «L’evento di Ancona – ha spiegato Marco Cardinaletti, coordinatore del progetto – rappresenta il primo passo di un percorso che sarà replicato nelle sette comunità pilota dei Paesi partner. L’idea è condividere metodi e strumenti per rafforzare la capacità di risposta alla siccità e accompagnare il passaggio dall’emergenza alla resilienza» Nel corso del progetto saranno sviluppati diversi strumenti operativi: un’App di allerta dedicata alle criticità legate alla siccità, un atlante dei rischi, contenuti digitali audio e video e materiali informativi destinati anche alle scuole, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura dell’acqua. Primes‑Adrion si propone così come un laboratorio europeo che, partendo dai territori, punta a rendere le comunità protagoniste della prevenzione, trasformando dati e strategie in scelte concrete e condivise.
La prevenzione del rischio siccità nell’area Adriatico-Ionica
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