Prendersi cura degli amici a 4 zampe:
nasce “Uniti per chi non ha voce”

CANI - La rete di associazioni ha lo scopo di utile a «far fronte alle criticità legate alla tutela e al benessere degli animali»

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Gestione dei cani da lavoro, microchip, registrazioni all’anagrafe, cure veterinarie e tanti altri aspetti della vita degli amici a 4 zampe. Per tutti questi aspetti nasce la rete “Uniti per chi non ha voce”, un gruppo di associazioni animaliste marchigiane che ha deciso di formare una rete condivisa «utile a far fronte – in modo coordinato e con un impatto maggiore – alle criticità legate alla tutela e al benessere degli animali».

La rete nasce da un primo confronto tra singole associazioni, poi tramutato in un concreto atto di unione per affrontare problematiche e situazioni diffuse. Lo scopo «è unire competenze, esperienze e forze per affrontare problemi strutturali che nessuna associazione riuscirebbe a risolvere autonomamente – dicono i promotori -. La prima questione da affrontare riguarda la gestione dei cani da lavoro, una vera e propria criticità che rischia presto di tramutarsi in emergenza. Annunciamo l’avvio di uno studio a livello regionale sulle cause del sovraffollamento dei canili e dei rifugi delle Marche, sovraffollamento per lo più dovuto dalla numerosa presenza di cani da guardiania e di cani da caccia non più utili o non adatti a portare a termine il loro lavoro (come ad esempio pastori maremmani, abruzzesi, e altri incroci di questo genere, spesso adibiti al controllo del gregge)».

Poi si parla anche delle «criticità legate all’assenza di microchip e di conseguenza la mancata registrazione dei cani all’apposita anagrafe, che non consentono il riconoscimento della proprietà dei cani vaganti, per questo trasferiti nei canili di competenza territoriale. Le cure veterinarie scarse ed inadeguate che possono portare a malattie infettive difficili da trattare; condizioni di vita spesso al limite della soglia di dignità. Le frequenti cucciolate causate dalla mancata sterilizzazione che come si è potuto facilmente constatare comportano in molti casi l’abbandono di cuccioli in zone impervie, avvelenamenti ed uccisioni cruenti, oltre che – anche in questo caso – all’aumento dei conferimenti nei canili già in forte sofferenza. Tutto ciò implica anche una difficoltà di intervento da parte degli organi competenti: problemi già noti alle autorità, documentati e non ancora fronteggiati al fine di attuare soluzioni tangibili e operative, che almeno riescano a contenere il problema, prima di ritrovarsi a doverlo affrontare quando ormai la situazione può divenire incontenibile, sia a livello di gestione che a livello finanziario, essendo i cani dei canili a carico dei comuni nel quale sono stati accalappiati».

«Non è più il tempo delle risposte parziali – proseguono i promotori -. È il momento di affrontare il problema alla radice, esaminando una strategia condivisa con le istituzioni, fatto di rispetto delle leggi in vigore, controlli frequenti, prevenzione, responsabilità chiare e misure concrete».

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Per questo motivo «la rete ritiene indispensabile un confronto urgente e strutturato con le istituzioni regionali e – in particolar modo con le realtà amministrative locali – perché la collaborazione è l’unica strada per affrontare questioni che richiedono interventi coordinati, controlli efficaci e politiche condivise. Un’unica voce unita quindi, per tutti quelli che non possono difendersi, non possono far valere i loro diritti di esseri senzienti e non possono chiedere giustizia, quando ormai è troppo tardi. Citiamo a tal proposito i tragici eventi di Scossicci, che hanno sconvolto la popolazione e hanno avuto eco anche a livello nazionale».

Uniti per chi non ha voce invita «tutte le associazioni animaliste delle Marche che condividono missione, valori e obiettivi, ad unirsi alla rete. Maggiore è il numero di realtà coinvolte, più forte sarà la capacità di incidere sulle decisioni pubbliche e di ottenere interventi concreti. L’adesione è libera, volontaria e non comporta costi. Le decisioni verranno prese in modo collegiale e ogni associazione manterrà la propria autonomia. Il gruppo si riunirà periodicamente per aggiornamenti e pianificazione progetti.
Le associazioni interessate possono iscriversi alla rete compilando il modulo di adesione attraverso la pagina Facebook “uniti per chi non ha voce” ma anche i cittadini possono aiutarci, iscrivendosi al gruppo e condividendo le nostre battaglie».

Il gruppo Uniti per chi non ha voce, al momento unisce 13 associazioni marchigiane: Dolci Musetti Odv – Tolentino, Lndc sezione Camerino e Matelica Aps – Camerino, Associazione di volontariato Argo – Macerata, Una Potenza Picena Macerata Odv – Morrovalle, Animals Mago Ranch Odv – Cingoli, Associazione Amici di Gioia e Romeo Odv – Lapedona, Amici Animali Odv – Osimo, Una cuccia per tutti – Mogliano, Noi Animali Odv – Filottrano, Amici di Fido Odv – Montegranaro, A-Mici a 4 zampe Odv – Montegranaro, A Zampe Scalze – San Benedetto, Cani Liberi – Colonnella

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