Si chiude “Tipicità in blu”:
il gran finale alla Mole
mette al centro la tutela dell’acqua

ATTUALITA' - Cala il sipario in sala Boxe dopo 32 eventi. Il bilancio della kermesse 2026

Da sinistra, Angelo Seri e Duilio Giammaria

di Gino Bove

Trentadue eventi di qualità e la conferma di un format che ha trasformato il capoluogo dorico in una vetrina nazionale della blue economy. La tredicesima edizione di “Tipicità in blu” si è archiviata con numeri importanti, delineandosi non solo come un momento di attrazione turistica ed enogastronomica, ma come un vero e proprio laboratorio strategico per il futuro produttivo, scientifico e culturale legato all’adriatico. Dall’alta tecnologia della cantieristica alla sostenibilità ambientale, la rassegna ha aperto ufficialmente il “Grand Tour delle Marche”, consolidando il legame viscerale tra Ancona e il suo elemento identitario: il mare.

Daniele Berardinelli e Angelo Seri

Tra gli appuntamenti più suggestivi del ricco programma, che ha unito idealmente la cittadinanza alle aree produttive portuali, spiccano le gettonatissime visite guidate straordinarie all’interno dei cantieri navali Fincantieri, con partenze direttamente dalla mole vanvitelliana lato Mandracchio, oltre a mostre tematiche e percorsi guidati condotti direttamente dagli studenti del territorio. La kermesse si è accreditata a tutti gli effetti come un cruciale spazio di confronto tra imprenditori, decisori pubblici e istituzioni. A dare un forte imprinting operativo alle battute finali della rassegna è stato il forum “The Blue Way”, incentrato su transizione ecologica, ciclo delle acque ed “energia democratica”, organizzato in collaborazione con il Comitato Piccola Industria di Confindustria Ancona e patrocinato dal Comune guidato dal sindaco Daniele Silvetti.

Un momento dell’evento

I lavori di questo pomeriggio hanno registrato l’autorevole apertura in collegamento di Elena Grech, vicedrettrice della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, che ha voluto portare il saluto dell’organismo sottolineando la profonda interconnessione geopolitica e sociale dei temi trattati. «Energie democratiche e ciclo dell’acqua per la Comunità Europea sono due facce della stessa medaglia, che influenzano la via dei cittadini in modi di cui spesso non ci rendiamo conto – ha evidenziato Elena Grech –. L’energia accessibile a tutti, sfruttando anche l’infrastruttura naturale dell’acqua, è un tema cruciale nell’attuale scenario geopolitico internazionale, dove l’energia stessa sta diventando sempre più uno strumento di guerra. Togliere energia ai cittadini significa privarli di una parte sostanziale della quotidianità. D’altro canto, se il ciclo dell’acqua viene contaminato, l’impatto si riflette direttamente su ciò che mangiamo e beviamo ogni giorno. Sono due risorse preziose che vanno assolutamente studiate e tutelate in ogni azione che mettiamo in campo».

La platea in sala Boxe

A stimolare il dibattito tra gli speaker presenti è stato poi il giornalista e conduttore del programma Rai “Petrolio”, Duilio Giammaria. Tra i focus di maggior rilievo emersi nei tavoli tecnici, i riflettori si sono accesi sulle strategie di economia circolare a tutela dell’idrosfera, come il riuso alimentare promosso da AnconAmbiente per ridurre lo spreco, i monitoraggi della piccola pesca a cura di Amap e il progetto “Reti in Circolo” di Legambiente e Parco del Conero, che ha già permesso di sottrarre alle discariche e avviare a riciclo oltre 10 tonnellate di reti da pesca dismesse in nylon. I lavori si sono poi conclusi con il tradizionale e atteso aperitivo gourmet curato dagli chef dell’Accademia di Tipicità.

I dettagli di questo successo e le prospettive di sviluppo sono stati tracciati dai protagonisti a chiusura degli incontri. «Questa tredicesima edizione ha confermato le premesse degli anni passati. E’ stato un grande successo con 32 eventi di qualità dove abbiamo alzato molto l’asticella – ha spiegato il direttore dell’evento, Angelo Seri –. Oggi Tipicità in blu si configura come un laboratorio a tutto tondo. Ancona è un grande museo all’aperto della blue economy: qui convivono la cantieristica del lusso e delle grandi navi, la pesca, la tradizione enogastronomica marinara, lo sport, l’hub crocieristico e dei traghetti». Seri ha poi posto l’accento sulla ricerca scientifica portata avanti dall’Università Politecnica delle Marche (che ha messo in campo le proprie aule e laboratori nell’ambito della “terza missione” accademica di divulgazione alla cittadinanza) e dal Cnr-Irbim, lanciando un messaggio chiave: «Il nostro mood è stato “il mare inizia dalla montagna”, perché tutto ciò che arriva dall’entroterra, nel bene e nel male, finisce in mare». «Partecipiamo convintamente da anni a questo evento, pensiamo che i gestori del ciclo integrato hanno un ruolo molto importante- ha aggiunto il direttore generale di Viva Servizi, Moreno Clementi- non solo quello di restituire acqua pulita attraverso le depurazioni, ma anche quello di garantire la disponibilità stessa dell’acqua, senza la quale non ci sarebbero sistemi economici solidi».

Un momento degli interventi

Una vocazione marittima forte, quella anconetana, come ha spiegato l’assessore comunale al Turismo, Daniele Berardinelli. «Se tutti sanno che la città è stata designata come Capitale Italiana della Cultura 2028, forse non tutti sanno che abbiamo partecipato come Comune anche a Capitale del Mare e devo dire che abbiamo avuto un ottimo risultato perché siamo arrivati tra le prime quattro città costiere d’Italia – ha sottolineato l’assessore –. Un traguardo ottenuto nonostante le poche settimane avute per preparare il dossier, durante le quali abbiamo ricevuto oltre 180 proposte di collaborazione da privati, associazioni ed enti. Questo dimostra che il mare è la cosa che lega di più tutta la città».

Berardinelli ha poi offerto una suggestiva panoramica delle coste doriche, ricordando che «Ancona vanta otto mari diversi: da quello “alla Fellini” di Palombina fino al Passetto, che ha appena conquistato l’ennesima Bandiera Blu». Restano aperte le sfide strutturali legate alla conformazione urbana del capoluogo, dove il porto e la cittadinanza non sempre godono di un contatto immediato e lineare. «Sappiamo bene che non c’è un rapporto fisico facile come in altre realtà costiere – ha concluso l’assessore al Turismo –, ma stiamo sicuramente cercando di fare passi avanti importanti per intensificare la connessione stretta tra Ancona, i suoi cittadini e il suo mare».

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