Vetrine vuote? Incentivi per chi affitta.
Il piano di rilancio per il commercio
di Sabrina Marinelli
Alan Canestrari, la ritroviamo anche nel secondo mandato di Olivetti come assessore alle Attività produttive del Comune di Senigallia: come valuta l’attuale stato di salute delle imprese? «Il commercio della città è in ottimo stato. Nel 2025 a fronte di 32 cessazioni ci sono state 92 nuove aperture e anche negli altri comparti siamo in linea. Tuttavia, non possiamo ignorare le difficoltà che interessano il commercio tradizionale, a cui risponderemo con la ricerca dell’aumento dei flussi turistici e non».
Girando per il centro storico, quindi, avrà notato anche lei che si notano molte vetrine vuote? «Senigallia ha alzato il suo target nel corso degli anni e questo ha inciso sulla resistenza di alcuni modelli commerciali. Siamo riusciti a conservare le attività artigianali, ad attirare sempre nuove botteghe e, di conseguenza, ad avere visitatori anche per la qualità dei nostri negozi. Beneficiamo dei visitatori provenienti dall’hinterland ma è chiaro che la strada intrapresa sulla destagionalizzazione della città, dunque da non vivere solo in estate, è l’unica percorribile».
Avete in mente delle misure per agevolare gli affitti dei locali commerciali rimasti vuoti? «Sarà avviata una ricognizione dei locali sfitti e convocheremo i proprietari per aprire un ragionamento che ci porti a sottoscrivere accordi e valutare una forma di incentivo almeno per il primo anno di attività e per agevolare il cambio di destinazione d’uso. E’ chiaro che chiederemo al contempo garanzie nella scelta dei locatari e quindi della categoria merceologica che andranno a proporre proprio per rendere il centro storico sempre più esclusivo come la nostra città richiede».
Quali saranno le strategie e i prossimi passi per dare nuovo slancio al settore del commercio? «Sicuramente un restyling del centro storico è necessario per renderlo più attrattivo e per generare nuovi flussi di visitatori. Iniziative di qualità spalmate lungo l’arco dell’anno faranno il resto».
A cosa si deve la forte espansione del settore della ristorazione rispetto ai negozi di generi non alimentari? «Il fenomeno è internazionale. Cenare, fare un aperitivo, le colazioni della domenica sono diventate occasioni per stare insieme che hanno sostituito vecchi momenti di incontro. Ora è necessario che questa crescita sia accompagnata anche dallo sviluppo degli altri comparti commerciali».
Le sue nuove deleghe riguardano Porto e Spiagge, cosa dobbiamo aspettarci? «Il nostro porto non essendo commerciale e al netto del mantenimento dei servizi e del loro miglioramento, può e deve diventare momento di incontro, dirottando in quello spazio alcuni degli eventi che abbiamo in cartellone e certamente nel periodo primavera estate, luogo di eccellenze locali da vivere come esperienza per il turista e non solo. Immagino una zona porto di collegamento con il lungomare, dove partirà a breve il restyling del tratto del Marconi, moderno, contemporaneo, vivibile di giorno e di sera. Relativamente alle spiagge possiamo e dobbiamo migliorare alcuni servizi, per le attrezzate e le libere, l’offerta è già ampia, sia nell’arco della giornata sia nel dopocena».
Come gestirete la direttiva Bolkestein con le concessioni balneari? «Si apre una fase importante per Senigallia, perché le scelte che verranno compiute avranno un impatto significativo sul nostro litorale. Proprio per questo vogliamo avere tutte le necessarie garanzie e rassicurazioni prima di intraprendere qualsiasi percorso. Attorno a queste attività ruotano infatti molte famiglie e un importante indotto economico locale, che meritano la massima attenzione e tutela».
Qual è la vostra visione per il futuro economico di Senigallia? «Torno a ripetermi, l’obiettivo è costruire un’economia che non dipenda esclusivamente dalla stagione estiva, valorizzando eventi, cultura, enogastronomia, porto e commercio durante tutto l’anno cercando di creare un turismo esperienziale che possa essere narrato anche oltre i confini regionali. Senza tralasciare le aziende locali e non solo, ognuno leader nel proprio settore per dare la possibilità di sviluppo in aree esistenti con la riqualificazioni di immobili in disuso o con la reperibilità di nuove aree ad uso artigianale se ce ne fosse l’esigenza».
Quanto alle polemiche sui nudisti e ai problemi della spiaggia di Cesano? «Stiamo monitorando la situazione attraverso gli uffici competenti e le autorità preposte ai controlli. Nel frattempo abbiamo avviato valutazioni approfondite sul Pua (piano urbano degli arenili) anche nella parte delle aree naturiste».
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