«Poliziotti costretti a
pagare le missioni di tasca propria»:
la dura denuncia del Siulp
Poliziotti costretti ad anticipare le spese di vitto e alloggio di tasca propria per poter svolgere i servizi di missione fuori sede. La denuncia, durissima, arriva dal Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) di Ancona, che fotografa una situazione finanziaria al limite del collasso per il personale della questura dorica e delle specialità della provincia. Secondo quanto riferito dal segretario generale provinciale Alessandro Bufarini, i ritardi nei pagamenti degli straordinari e delle indennità hanno ormai superato i livelli di guardia, costringendo gli agenti a farsi carico personalmente dei costi vivi per garantire la continuità dei servizi d’istituto sul territorio nazionale.
Il quadro dei pagamenti arretrati delineato dal sindacato mostra scadenze ferme da mesi, e in alcuni casi da anni. Per quanto riguarda il lavoro straordinario eccedente i pagamenti sono bloccati a giugno 2024, mentre per gli uffici delle Specialità si registra uno stop all’indennità autostradale da dicembre 2024 e a quella ferroviaria da agosto 2025. La situazione diventa ancora più critica sul tema dei servizi di missione effettuati da tutti i dipendenti della provincia di Ancona, dove i rimborsi risultano fermi alla fine del 2025.
«Si è arrivati alla situazione in cui i colleghi devono anticipare di “tasca propria” le spese del pernotto e del vitto, come se stessero andando a fare una vacanza personale con amici o con la famiglia», spiega Alessandro Bufarini. Due o tre giorni di servizio fuori sede possono provocare un esborso personale tra i 200 e i 300 euro che, per alcuni uffici, si ripropone più volte al mese, arrivando a intaccare lo stipendio mensile anche per oltre 1.000 euro. «Il risultato è duplice, si anticipano personalmente le spese per svolgere il servizio d’Istituto e contestualmente si “erode” lo stipendio mensile, già gravato dall’aumento delle quotidiane esigenze e del caro energia», continua il segretario.
A far precipitare la situazione in questi giorni sarebbe il blocco totale della cassa dell’ufficio contabile della Questura di Ancona. Secondo il Siulp, l’ufficio sarebbe rimasto senza disponibilità liquida a causa del mancato accredito dei fondi da parte della Prefettura, un’impasse amministrativa che rischia di trascinarsi per mesi. Bufarini parla di un «“passaggio” di responsabilità tra i due Uffici in cui, a rimetterci, è il collega che, per abnegazione, spirito di sacrificio e senso del dovere, va oltre il dovuto, pagando, anticipando, le spese per lavorare».
Le criticità economiche non risparmiano i servizi interni della provincia. Viene segnalato anche il caso degli Stabilimenti di Polizia di Stato di Senigallia, dove gli agenti assicurano la disponibilità a mantenere la reperibilità su tre giornate lavorative comprensive dei fine settimana, vedendosene retribuita solo una, o talvolta nessuna, a causa della mancanza delle assegnazioni finanziarie necessarie. «Non bastano più i “grazie” ma va garantito e previsto il dovuto ritorno economico», attacca la nota sindacale.
La vertenza locale si inserisce in un contesto nazionale altrettanto complesso. Il sindacato ricorda che alcune indennità di specificità sono bloccate da oltre 24 anni e che, nonostante la riapertura dei tavoli per il rinnovo contrattuale, nessuna risorsa è stata destinata a valorizzare la peculiarità di chi indossa ogni giorno una divisa. «Se si vuole continuare ad avere una Polizia efficace ed efficiente, bisogna investire in Sicurezza, e lo deve fare lo Stato senza arrivare al punto in cui i propri dipendenti anticipino le spese “di tasca propria”», conclude Bufarini. In assenza di risposte rapide, il Siulp chiederà un incontro urgente al Questore e al Prefetto, non escludendo l’avvio di mobilitazioni e azioni pubbliche di protesta.
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