Addio Alfio Paolinelli
vecchia gloria della Vigor.
Aveva marcato lo juventino John Charles

SENIGALLIA - Di professione vigile del fuoco, era andato in pensione da capo distaccamento della caserma cittadina. Era stato nominato Cavaliere del lavoro. Aveva 85 anni

Alfio Paolinelli

«Nei giorni scorsi ci ha lasciato Alfio Paolinelli che nella Unione Sportiva Vigor Senigallia degli anni Sessanta è stato un validissimo giocatore». Inizia così il ricordo di Paolo Pizzi, storico dello sport senigalliese che, ad esequie avvenute, racconta la storia dello stopper rossoblù.

Alfio Paolinelli aveva 85 anni. Arrivava da Ancona, il padre era un ferroviere e la madre casalinga. Mentre lui si allenava sul campo con la Vigor, nella pista di atletica c’era invece Primetta, una studentessa dell’Istituto Magistrale che si esercitava nel lancio del peso: diventò sua moglie. Tra due mesi sarebbero stati 60 anni di matrimonio.

Alfio Paolinelli quando giocava con la Vigor

Dopo anni gloriosi «accade che la Vigor retroceda e le casse vuote della società rossoblù debbano essere rimpinguate e così, in pochi anni, i migliori giocatori vengono ceduti – racconta Pizzi -, Paolinelli prende la strada di Jesi.
Lì gioca 142 partite e si prende il lusso di segnare ben 9 reti, fatto abbastanza inusuale per uno che gioca stopper o libero, comunque in cinque campionati si prende parecchie soddisfazioni contro squadre che poi arriveranno alla serie A».

Conclude la sua carriera agonistica facendo da chioccia ai giovani vigorini ma a volte torna a giocare anche lui. Era sceso in campo, ad esempio, contro le Vecchie Glorie della Juventus e si era trovato a marcare John Charles, uno dei più grandi giocatori nella storia bianconera.

Alfio Paolinelli insieme a John Charles

Quando non giocava si dedicava alla famiglia e al suo lavoro di vigile del fuoco, con cui aveva partecipato anche ai soccorsi nei terremoti del Belice in Sicilia nel 1968 e dell’Irpinia del 1980.

«Giunge il momento della pensione come capo distaccamento della nuova caserma dei vigili del fuoco – conclude lo storico -, il presidente della Repubblica gli conferisce il titolo di Cavaliere del lavoro. Giusto premio per un uomo che ha dedicato la propria vita al lavoro, alla famiglia e allo sport. Ciao Alfio e grazie da parte di tutti gli sportivi senigalliesi».

sa. mar.

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