Crescono infortuni sul lavoro
e malattie professionali,
Anmil: «Necessarie risposte strutturali»
«Ogni anno ci ritroviamo la seconda domenica di ottobre ad affrontare un’analisi dell’esistente, tra quanto è stato fatto e quanto ancora è al centro delle nostre battaglie, che poi sono la battaglia di civiltà di un intero Paese. Alla luce del bilancio infortunistico del 2025, illustrato nella recente Relazione annuale dell’Inail, i numeri dei primi sette mesi del 2026 non restituiscono la dignità che da 83 anni la nostra Associazione chiede per tutti i lavoratori del Paese e i loro familiari. Nelle Marche gli infortuni totali denunciati territorio nel 2025 sono stati 10.035 e 10.134 nel 2026 (+1,1%), ad Ancona il dato segnala 3.407 nel 2025 saliti a 3.468 nel 2026 (+1,8%). Gli infortuni mortali denunciati territorio Marche nel 2025 sono stati 16 (6 dei quali avvenuti ad Ancona) e 13 nel 2026 (3 ad Ancona). Le malattie professionali denunciate nelle Marche nel 2025 sono state 4.892 salite a 5.882 nel 2026(+20,2%), delle quali 1.025 nel 2025 e 1.211 nel 2026 ad Ancona (+18,1%)».
Ha esordito così, numeri alla mano, ieri nella ex Sala consigliare di Ancona, il presidente territoriale Anmil di Ancona Alberto Morico nel corso della cerimonia della 76esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro.
All’incontro hanno partecipato con Morico il sindaco Daniele Silvetti, la consigliera nazionale Anmil Graziella Nori, il direttore provinciale dell’Inail di Ancona, Luca Sassi, l’assistente sociale regionale Inail Michela Ballini, i rappresentanti sindacali e tutto il Consiglio Territoriale Anmil. Durante la cerimonia civile, seguita alla funzione religiosa nella cattedrale di San Ciriaco, verranno consegnati i Brevetti e i Distintivi d’Onore agli Invalidi del lavoro da parte della Direzione Inail regionale.
«Sentiamo con forza in questa ricorrenza di rimettere in stretta correlazione la stabilità del sistema lavoro con la sua sicurezza – ha sottolineato Morico – nella convinzione che la precarietà, lo stagnamento dei salari a fronte di una sempre più rapida crescita del costo della vita imposto alle famiglie, il proliferare di nuove tipologie di lavoro sulle quali continua a incombere una normativa sfuggente, i cambiamenti climatici e l’incertezza dello scenario geopolitico, debbano essere affrontati in maniera strutturale anche nell’ottica della disperata urgenza di porre un freno al fenomeno quotidiano degli infortuni in ambito lavorativo che, non smetteremo mai di ricordare, nasconde nel lavoro irregolare cifre ben più elevate di quelle riportate mensilmente da Inail».
«Le testimonianze di vittime e superstiti dell’insicurezza del lavoro, che Anmil da anni porta nelle scuole, nelle aziende, nei cantieri e nei dibattiti legati al tema, raccontano oggi non solo la prevenzione e il post-infortunio, ma anche il prezzo che quotidianamente chi ha vissuto un incidente o una malattia professionale paga spesso senza un concreto supporto da parte dello Stato – ha proseguito nel suo intervento il presidente Anmil di Ancona – e rappresentano anche la deriva sociale verso la quale il nostro Paese si sta scontrando, con sempre più persone costrette ad accettare patti di scorrettezza lavorativa che non solo aumentano il rischio infortunistico, ma che le tagliano automaticamente fuori dalle forme di tutela vigenti».
Tra le sue rivendicazioni, Anmil chiede di istituire il reato autonomo di omicidio sul lavoro nell’ordinamento giuridico italiano, come riportato dalla proposta di legge C. 2849, presentata alla Camera dei Deputati il 19 marzo 2026 e assegnata alla Commissione II Giustizia e di istituire una Procura Nazionale del Lavoro capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentazione territoriale vigente, guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia.
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