Capitale della Cultura 2028:
approvati ruoli e regole
per gestire i progetti
La Giunta comunale di Ancona, su proposta dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi, ha approvato lo schema di governance per Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028, traducendo operativamente le linee guida del dossier «Ancona. Questo Adesso» e definendo il quadro organizzativo, i ruoli e le responsabilità per la gestione del programma.
Il provvedimento istituisce una cornice unitaria per coordinare gli uffici, gestire i rapporti con i partner e accompagnare i progetti verso la fase attuativa, distinguendo con precisione tra indirizzo politico, gestione amministrativa e monitoraggio.
«Con l’approvazione dello schema di governance – ha dichiarato il sindaco Daniele Silvetti – compiamo un passaggio fondamentale verso Ancona Capitale della Cultura: diamo ufficialmente avvio all’infrastruttura organizzativa che permetterà di trasformare la proposta culturale del dossier in un programma concreto e operativo. Mettiamo in rete istituzioni, operatori culturali, mondo economico, università e realtà del territorio, definendo ruoli, responsabilità e modalità di collaborazione». Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come la visione condivisa permetterà di «passare dalla progettazione all’attuazione, con un metodo di lavoro chiaro, coordinato e trasparente, affinché il percorso verso il 2028 sia un’occasione di crescita per tutta la città e lasci un’eredità culturale duratura anche oltre quell’anno».
Il nuovo assetto si articola su più livelli: la Giunta e la Cabina di regia politico-istituzionale – quest’ultima composta dai quattro enti promotori (Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche) – guideranno l’indirizzo strategico. Ad esse si affiancano la Cabina di regia allargata (per il coinvolgimento del sistema portuale, delle categorie economiche e dei sindacati) e il nuovo Comitato dei Garanti, organismo di garanzia e consultazione civica che comprenderà anche i vertici del Consiglio comunale e della Commissione Cultura per verificare la coerenza dei progetti con il dossier. Il provvedimento formalizza inoltre il ruolo di Marche Teatro quale soggetto attuatore e delinea il coinvolgimento del volontariato civico, delle scuole, del terzo settore e dei partner privati. I prossimi passaggi prevedono l’approvazione del disciplinare del marchio e la successiva convenzione operativa.
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