Inchiesta sisma, opposizioni all’attacco:
«Acquaroli non si nasconda,
10 domande sulle responsabilità politiche»

REGIONE - Le forze di minoranza compattano il fronte in vista della seduta straordinaria sulla ricostruzione di domani a Muccia, depositando un dettagliato elenco di quesiti. Il Pd: «Avevamo da tempo paventato il pericolo di infiltrazioni criminali virgolettando le dichiarazioni della Dia e dell'Anac». M5S: «Nella versione del presidente non tutto è chiaro». Avs: «È una vicenda di una gravità inaudita». L'opposizione valuta anche la possibilità di richiedere l'istituzione di una commissione regionale d'inchiesta
Le dichiarazioni Valeria Mancinelli, capogruppo Pd e Andrea Nobili (Avs)

La conferenza delle opposizioni

di Gino Bove

L’opposizione in Regione alza la voce e va all’attacco frontale con un fronte compatto e senza sconti alla vigilia del Consiglio regionale straordinario convocato per domani a Muccia, ore 12, sulla ricostruzione post sisma. Al centro della bufera c’è la maxi inchiesta giudiziaria che ha portato a 51 indagati, 8 misure di custodia cautelare, tra cui l’ex capo di gabinetto del presidente, Fabio Pistarelli, e al sequestro di oltre 57 milioni di euro, svelando inquietanti infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema degli appalti.

Fabrizio Cesetti e Antonio Mastrovincenzo

Una situazione esplosiva su cui la minoranza pretende chiarezza immediata, mettendo nel mirino le pesanti ombre politiche che gravano sull’esecutivo regionale. Proprio per formalizzare questa richiesta di verità, oggi pomeriggio si terrà la riunione dei capigruppo. In quella sede verrà chiesto formalmente alla giunta di rispondere punto per punto ai quesiti dell’inchiesta, «avvisando che un eventuale rifiuto o silenzio verrebbero letti politicamente come una vera e propria via di fuga». Per l’opposizione la responsabilità politica del presidente della Regione è già totalmente acclarata, mentre eventuali richieste di dimissioni nei confronti dello stesso Acquaroli e del commissario straordinario Guido Castelli restano subordinate al “se” e a “quali” risposte arriveranno domani in assemblea. Le forze di minoranza stanno valutando anche la possibilità di richiedere l’istituzione di una commissione regionale d’inchiesta, precisando però che ciò avverrà solo ed esclusivamente dopo la conclusione delle indagini penali da parte della magistratura. Il vero nodo centrale della vicenda, insomma, resta uno solo per le opposizioni: «perché, se ha sentito delle voci sull’operato di Pistarelli come lui stesso ha ammesso, Acquaroli non si è rivolto tempestivamente alla magistratura?».

Valeria Mancinelli

Il fronte delle opposizioni ha quindi formalizzato una lista di 10 domande per chiedere ad Acquaroli di far luce sulle sue responsabilità amministrative e morali. Tra i nodi cruciali sollevati figurano la tempistica con cui il vertice della Regione è venuto a conoscenza dei comportamenti anomali di Pistarelli, le ragioni che hanno spinto a rinnovargli l’incarico per tre mesi a settembre 2025 nonostante le criticità emerse, l’eventuale coinvolgimento del commissario straordinario Guido Castelli e la gestione ritenuta opaca dei cantieri finiti in mano a un’unica impresa, la Rest Edile di Enrico Crucianelli.

Andrea Nobili e Micaela Vitri

Durante l’incontro con la stampa, i rappresentanti delle minoranze hanno tuonato contro i silenzi e le contraddizioni della maggioranza. La capogruppo del pd Valeria Mancinelli ha aperto le danze puntando l’indice contro la gestione dei vertici di giunta: «È evidente che le vicende dell’inchiesta aprono tantissime domande a cui la politica, e in particolare chi governa oggi nella Regione Marche, deve porsi e dovrà porsi. Abbiamo preparato dieci domande a cui ne seguiranno altre. Questa vicenda non si gioca solo sul piano giudiziario ma anche su quello delle responsabilità politiche».

Sulla stessa linea la capogruppo del M5S Marta Ruggeri, che ha incalzato il governatore sulla necessità di una versione univoca: «Noi ci aspettiamo che il presidente Acquaroli non si nasconda perché da quello che è emerso ci sono diversi momenti di inciampo nella sua versione in cui non tutto è chiaro. La responsabilità politica del presidente della Giunta è indiscutibile: uno degli arrestati è il suo capo di gabinetto, una persona di estrema fiducia scelta direttamente da lui, un compagno di partito che conosce da quarant’anni, con cui ha condiviso battaglie e che ha avuto un lungo trascorso nelle istituzioni regionali – ha concluso la pentastellata -. Acquaroli lo ha scelto per le sue competenze e la sua affidabilità; se poi qualcosa si è rotto, è proprio lì che si insinua la sua responsabilità politica».

Anche Massimo Seri (Matteo Ricci Presidente) ha calcato la mano sull’indignazione collettiva: «Quello di domani si trasformerà nel consiglio dell’indignazione, perché tutto questo è accaduto sulle spalle dei terremotati».

Andrea Nobili (Avs) ha poi allargato lo spettro alla portata nazionale del caso: «È una vicenda di una gravità inaudita, l’opposizione parla con una voce unica e i nostri rappresentanti in parlamento stanno già preparando interrogazioni». A ruota, Michele Caporossi  (Progetto Marche Vive) ha denunciato le discriminazioni territoriali del metodo di governo: «La filiera è stata la teorizzazione del “sostituire il governo con il comando” e da questa vicenda viene fuori un rovinoso danno di immagine della Regione Marche. Il problema sarà ripristinarla, come i cittadini meritano».

Enrico Piergallini e Michele Caporossi

Fabrizio Cesetti (Pd) ha sottolineato che: «Avevamo da tempo paventato il pericolo di infiltrazioni criminali virgolettando le dichiarazioni della Dia e dell’Anac. Nessuno se ne è mai occupato». Infine, Maurizio Mangialardi (Pd) ha ricordato il legame fiduciario di lunghissima data tra il presidente e l’ex capo di gabinetto: «Acquaroli si è precipitato immediatamente a definire Pistarelli ex capo di gabinetto, ma io ricordo che al momento dei fatti era il capo di gabinetto».

Da sinistra, Seri, Ruggeri, Mancinelli, Nobili e Vitri

Le dieci domande che l’opposizione presenterà al governatore Acquaroli nel Consiglio di domani a Muccia:

1. Chi le aveva segnalato anomalie in merito all’operato del suo capo di gabinetto Fabio Pistarelli?
2. Quando esattamente ha saputo dei comportamenti anomali dell’avvocato Pistarelli?
3. I fatti che le erano stati rappresentati riguardavano comportamenti generici oppure pressioni su funzionari e specifiche pratiche amministrative?
4. Era a conoscenza delle indagini o di un eventuale avviso di garanzia al suo capo di gabinetto?
5. L’organismo di garanzia da lei citato da chi è composto, con quale mandato e su quali documenti ha fatto le verifiche? L’assenza di riscontri fu attestata in una relazione scritta che è disponibile a consegnare al Consiglio regionale?
6. Perché non ha avvertito la magistratura che ha poteri ispettivi necessari per valutare le informazioni ricevute ?
7. Quali criticità aveva rilevato su Pistarelli prima di prorogargli l’incarico per soli tre mesi? E perché le ritenne compatibili con la permanenza nel ruolo di capo di gabinetto così vicino alla Presidenza?
8. Come è stato possibile che oltre 400 cantieri della ricostruzione finissero in mano a un’unica impresa (la Rest Edile di Crucianelli)? Quali controlli sono stati fatti sui subappalti e sulla reale capacità dell’azienda?
9. Quale piano concreto si intende attivare per completare i cantieri bloccati dall’inchiesta, evitando che i costi aggiuntivi e i ritardi finiscano per pesare sulle famiglie?
10. Ci sono conferme delle pressioni esercitate da Pistarelli su dirigenti regionali e sanitari (ad esempio per l’ospedale di Torrette o nel Fermano) per favorire singole aziende, e come sono stati tutelati i dirigenti che si sono opposti?

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