Maxi inchiesta ricostruzione e crisi industriali:
Cisl Marche chiede un patto sociale
e garanzie per i cantieri
Tutelare i circa mille lavoratori coinvolti nella maxi inchiesta sulla ricostruzione del sisma, garantire la continuità dei cantieri e lanciare un patto sociale regionale per sostenere le famiglie in difficoltà. È la linea emersa dal Consiglio generale della Cisl Marche, riunitosi al Politeama Franco Moschini di Tolentino.
A dieci anni dal terremoto, il segretario generale Marco Ferracuti ha aperto sulla vicenda giudiziaria che sta scuotendo la regione. «Rispetto alla maxi inchiesta di questi giorni abbiamo piena fiducia nella magistratura che deve accertare i fatti e le responsabilità – dichiara Marco Ferracuti –. Comunque anche se dovesse essere confermata una minima parte di quanto emerso sarebbe gravissimo. Siamo indignati. Per la Cisl è urgente la costituzione di un tavolo con Prefettura e Ufficio ricostruzione per tutelare i circa mille lavoratori coinvolti e garantire la continuità dei cantieri».
Nel corso dei lavori, aperti dalla benedizione e dai progetti legati all’VIII centenario francescano presentati da fra Sergio Lorenzini del convento di Renacavata, si è fatto il punto sulle principali vertenze industriali, da Electrolux a Beko e Whirlpool, e sulla povertà relativa, arrivata al 17,9% nelle Marche. «Le Marche non sono condannate ad un declino irreversibile, abbiamo bisogno di un patto regionale, coerente e organico, per lo sviluppo e la coesione – aggiunge Ferracuti –. Proponiamo un patto sociale di scopo, trasparente e vincolante, che destini le risorse aggiuntive a un fondo regionale di solidarietà». Le conclusioni sono state affidate al segretario confederale Cisl nazionale Andrea Cuccello: «Al centro del dibattito le crisi aziendali, il terremoto, le aree interne. Tutti temi declinati nel Libro verde Cisl per tutelare i salari reali, la formazione e l’inclusione di giovani e donne».
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