Accolto il ricorso di una ditta:
gara del Palascherma annullata dal Tar

OSIMO – I giudici amministrativi hanno stabilito che la procedura di gara dovrà essere bandita di nuovo dopo aver corretto il disciplinare. La sindaca Glorio: «Non proporremo appello avverso la sentenza ma procederemo al rinnovo della gara». Progetto civico 2030 attacca: «È inevitabile chiedersi quali saranno le conseguenze sui tempi di realizzazione»

Il progetto del Palascherma di Osimo

Nuovo Palascherma e palestra multidisciplinare di Osimo al polo sportivo della Vescovara: il Tar Marche, ha accolto il ricorso sulla procedura di gara e ne ha disposto l’annullamento, stabilendo che dovrà essere bandita nuovamente dopo aver corretto il disciplinare. Il Tribunale ha ritenuto inammissibile una delle migliorie proposte dall’impresa risultata aggiudicataria, relativa alla realizzazione di un ampliamento di circa 45 metri quadrati. Una proposta che aveva contribuito alla valutazione dell’offerta e che, secondo il Tar, non poteva essere ammessa nei termini previsti dalla gara. Un doccia fredda che gela i festeggiamenti per il titolo di Osimo Città europea dello Sport 2028.

Michela Glorio

«La vicenda del ricorso al Tar Marche promosso dall’azienda Enrico Francinella Srl contro l’azienda risultata aggiudicataria della gara di appalto Bc Appalti Srl per la realizzazione del nuovo Palascherma si è conclusa con una sentenza che in buona sostanza, prevedendo l’annullamento della gara, non vede nessun vincitore ma lascia scontente tutte le parti coinvolte. – spiega in una nota la sindaca Michela Glorio – Per quanto riguarda il Comune, il rinnovo della gara posticipa inevitabilmente i tempi di realizzazione di questa importante opera, anche in vista del 2028, anno del titolo europeo a Città dello sport. Il rammarico è soprattutto per i tanti fruitori che avrebbero potuto beneficiare di spazi più sicuri e più idonei alla loro formazione sportiva».

L’Amministrazione comunale,«pur ribadendo la massima fiducia nella Suam (Stazione Unica Appaltante della Regione Marche), non proporrà appello avverso la sentenza del Tar Marche, intendendo invece darne pronta esecuzione procedendo al rinnovo della gara».
Seppur consapevoli che l’adozione del criterio di aggiudicazione scelto (cioè quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa in luogo di quello del massimo ribasso) «espone la Stazione appaltante a un maggior rischio di contenzioso proprio perché comporta una valutazione non solo di criteri economici, ma anche di fattori tecnici e qualitativi, riteniamo che oggi l’interesse prevalente sia quello del “risultato”, ovvero una nuova rapida aggiudicazione dell’appalto. – conclude la sindaca di Osimo – Tuttavia, proprio per il fatto che la sentenza del Tar scontenta un po’ tutti, non possiamo escludere che possa essere oggetto di appello al Consiglio di Stato sia da parte della Enrico Francinella Srl che della Bc Appalti Srl. L’unico auspicio è che l’eventuale ulteriore contenzioso non allunghi eccessivamente i tempi di realizzazione dell’opera».

Il gruppo consiliare Progetto civico Osimo 2030

Attaccano le opposizioni. Progetto civico Osimo 2030, che aveva portato la questione con un interrogazione in Consiglio comunale, rileva che «non siamo di fronte a un dettaglio burocratico. È una vicenda che riguarda un’opera pubblica da quasi 3 milioni di euro, le procedure utilizzate per assegnarla e i tempi con cui Osimo potrà finalmente disporre di questa struttura. La sentenza impone ora di ripartire con una nuova gara. È inevitabile chiedersi quali saranno le conseguenze sui tempi di realizzazione, quali attività dovranno essere ripetute e quali eventuali ulteriori costi o criticità potranno emergere. Aspetti sui quali l’Amministrazione deve fornire informazioni precise, senza minimizzare e senza lasciare i cittadini nell’incertezza. I video e la comunicazione sui social non possono servire soltanto a raccontare ciò che funziona o a promuovere l’attività dell’Amministrazione. Devono servire anche a spiegare i problemi, soprattutto quando interviene una sentenza del Tar che annulla una gara pubblica. Come Progetto Civico Osimo 2030 continueremo a chiedere trasparenza e risposte concrete. Perché un’opera pubblica non si realizza con gli annunci, ma con procedure corrette, programmazione e capacità di portare a termine gli impegni presi con la città» conclude il gruppo consiliare di minoranza Progetto Civico Osimo 2030.

 

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