Mieloma multiplo, nuova terapia
per guarire senza trapianto di staminali:
due pazienti nel trial clinico a Torrette

ANCONA - Sono entrambi uomini ed hanno 58 e 53 anni. Altri sono in attesa e potrebbero seguire a breve. La Clinica Ematologica dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche partecipa così a uno studio multicentrico globale che riscrive il paradigma terapeutico per la delicata patologia grazie all’utilizzo di un anticorpo trispecifico di ultima generazione

Il team medico della Clinica Ematologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche

Mieloma multiplo, due pazienti marchigiani giovani entrano in un trial clinico internazionale innovativo per la lotta dei tumori del sangue. Un traguardo fondamentale ottenuto dalla Clinica Ematologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Il mieloma colpisce la popolazione con un’età media piuttosto avanzata, attorno ai 70 anni, e nei casi specifici i due pazienti, entrambi uomini, hanno 58 e 53 anni.

I due pazienti sono stati ricoverati nei giorni scorsi e presi in carico sotto il profilo logistico e organizzativo dalla Clinica Ematologica di Torrette – diretta dalla professoressa Antonella Poloni, entrando così nel percorso clinico speciale. Si tratta di due pazienti residenti nelle Marche, il primo in provincia di Fermo e il secondo nel Maceratese. Altri sono in attesa e potrebbero seguire a breve.

Lo studio punta a riscrivere il paradigma terapeutico per la delicata patologia grazie all’utilizzo di un anticorpo trispecifico di ultima generazione, una molecola progettata per legarsi contemporaneamente alle cellule tumorali e alle cellule del sistema immunitario, potenziando quest’ultimo in modo mirato e distruttivo contro il tumore. Ora c’è la possibilità di una svolta, ossia eliminare il trapianto e puntare alla guarigione. Fino a oggi, lo standard terapeutico per i pazienti giovani e idonei colpiti da mieloma multiplo prevedeva cicli di chemio-immunoterapia seguiti dal trapianto autologo di cellule staminali, un percorso terapeutico efficace ma intensivo e gravato da importanti tossicità.

Questo nuovo protocollo internazionale e multicentrico introduce una svolta radicale attraverso l’eliminazione del trapianto. L’efficacia dell’anticorpo trispecifico, infatti, permette di evitare il ricorso al trapianto autologo di cellule staminali, e quindi alla chemioterapia. Immunoterapia a termine: Il trattamento immunoterapico non sarà cronico, ma limitato nel tempo e con un termine. L’obiettivo primario resta la guarigione. La strategia mira a eradicare completamente la malattia residua, puntando per la prima volta alla ripresa definitiva fin dalle prime fasi della diagnosi.

da sin. Gianluca Moroncini e Antonella Poloni

«L’arruolamento dei primi due pazienti giovani in un protocollo così ambizioso, rappresenta un momento di grande orgoglio e speranza per la nostra ematologia e per l’intera comunità scientifica – spiega la professoressa Antonella Poloni – Essere parte attiva di questo network internazionale ci consente di offrire ai nostri pazienti l’accesso immediato alle terapie più avanzate al mondo. L’obiettivo non è più solo cronicizzare la malattia o prolungare la sopravvivenza, ma eradicare il mieloma all’esordio sfruttando la massima potenza dell’immunoterapia ed evitando procedure invasive come il trapianto. Un ringraziamento va fatto al dottore Offidani e alla dottoressa Morè, responsabili del Team Mieloma, per la professionalità e l’expertise nella gestione dei pazienti e uno particolare al professore Gianluca Moroncini, direttore della Clinica Medica Aoum, per la disponibilità e la preziosa costante collaborazione che ci permette di gestire pazienti complessi presso la sua unità operativa».

L’inizio del trattamento sui primi pazienti ha seguito i rigidi standard di monitoraggio previsti dal protocollo internazionale, volto a confermare non solo l’efficacia ma anche il profilo di tollerabilità di questa promettente classe di farmaci.

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