Spese di rappresentanza di Ancona Servizi,
il sindaco avvia la revoca di Ciccarelli
Il Pd: «Non basta un capro espiatorio»
E’ esploso a seguito dell’interrogazione del consigliere di opposizione Giacomo Petrelli (Pd)il caso delle spese di rappresentanza di Ancona Servizi, società controllata al 100% dal Comune, una multiutility che gestisce per conto dell’ente parcheggi, mobilità e servizi cimiteriali. Dopo un accesso agli atti, Petrelli ha denunciato rimborsi spese per 6.600 euro da gennaio a oggi, tra pranzi di lavoro con costi tra i 70 e gli 80 euro a persona, e con scontrini emessi anche oltre le ore 22, da parte dell’amministratore unico di Ancona Servizi, multiutility che gestisce per conto dell’ente parcheggi, mobilità e servizi cimiteriali.
Di fronte alla delicata situazione il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Ansa, ha deciso di intraprendere azioni ufficiali: ha dato mandato di presentare un esposto sia alla Procura regionale della Corte dei Conti che alla Procura della Repubblica per fare chiarezza sull’utilizzo dei fondi aziendali ed ha avviato la procedura per la revoca anticipata del mandato all’amministratore unico, Andrea Ciccarelli. Il manager avrà dieci giorni di tempo per produrre le proprie argomentazioni in difesa o, in alternativa, rassegnare le dimissioni, interrompendo così l’iter di revoca.
La reazione del Partito Democratico è stata molto critica verso la maggioranza, tacciata di ipocrisia. «Da mesi, come opposizione, denunciamo una situazione gravissima all’interno di Ancona Servizi. – scrivono i consiglieri dem in una nota – In appena tre anni la società è passata dall’essere un esempio di buona gestione pubblica a una società piena di criticità, con una gestione che ha progressivamente compromesso risultati economici, liquidità e patrimonio. Leggiamo questa mattina dai giornali che il sindaco, indignato per lo scandalo delle cene pagate con la carta aziendale, chiede la testa dell’amministratore unico Andrea Ciccarelli e annuncia di voler strigliare revisori, collegio sindacale e Oiv per non aver vigilato» scrive il gruppo consiliare Pd.
Le critiche si sono concentrate anche sulla figura del sindaco, ritenuto responsabile delle nomine. «Il sindaco dov’era in questi mesi?», hanno chiesto i consiglieri dem, ricordando che Ciccarelli «era una persona di fiducia del sindaco, espressione del suo partito, candidato nelle liste a suo sostegno e scelto dal Sindaco stesso alla guida di una delle più importanti società controllate del Comune di Ancona. Dov’era l’assessore Berardinelli, che ha partecipato anche alle commissioni? Dove sono stati tutti coloro che, per conto dell’Amministrazione, avrebbero dovuto esercitare il controllo analogo sulla società? Con quali criteri vengano scelti coloro ai quali il sindaco affida la gestione di società che amministrano milioni di euro di risorse pubbliche? Francamente questa indignazione, arrivata a disastro conclamato, anche no. È una scena che abbiamo già visto troppe volte: quando le criticità diventano impossibili da nascondere, si cerca un responsabile da sacrificare, si alza la voce e si prova a prendere le distanze».

Il rendering del progetto originario del parcheggio San Martino che era multipiano, quello revisionato accoglierà 65 posti auto
Oltre al tema delle spese di rappresentanza, il Pd ha segnalato in più occasioni ciò che a suo giudizio non andava nella gestione della società partecipata. «Abbiamo denunciato una quantità impressionante di affidamenti diretti, alcuni dei quali meritevoli di approfondimento anche rispetto al rispetto delle soglie e delle procedure previste dalla legge. Era stata programmata una nuova sede in un immobile già pronto, o comunque con gli eventuali lavori a carico del proprietario. Invece è stato preso in affitto un vecchio magazzino, sul quale sono già stati spesi oltre 400.000 euro di denaro pubblico. I nostri. Si è scelto di acquistare un campo da padel per 46.000 euro per sostenere l’ennesima manifestazione organizzata da un privato, mentre i nostri parcheggi avrebbero bisogno di manutenzioni o i parcometri di essere sostituiti. E intanto le gestioni della Mole, delle manutenzioni e dei cimiteri registrano perdite, con criticità che riguardano ragionevolmente anche la gestione della Fiera di San Ciriaco. I numeri raccontano un deterioramento evidente: gli utili sono precipitati, la liquidità si è ridotta, il patrimonio netto si è impoverito».
L’opposizione esige pertanto trasparenza e risposte concrete su come siano stati gestiti i soldi dei cittadini. «Fino a pochi anni fa Ancona Servizi aveva una solidità tale da poter affrontare, in larga parte con risorse proprie, anche investimenti importanti come quello del parcheggio San Martino. Oggi ci ritroviamo con un progetto ridimensionato a un parcheggio di appena 60 posti, che forse realizzerà il Comune, ma che deve ancora fare i conti con la propria capacità finanziaria che ad oggi non può neanche chiedere un mutuo per realizzarlo. Ecco, di tutto questo ne parliamo da mesi. Lo abbiamo fatto nelle commissioni, negli interventi pubblici, attraverso segnalazioni. Davvero sono servite le bottiglie di vino e le fiorentine per accorgersi che qualcosa non funzionava in Ancona Servizi? Davvero nessuno aveva visto, o voluto vedere, quello che noi denunciamo da tempo?» si domandano i consiglieri del Pd.
Che ribadiscono come «non basta oggi chiedere la testa di un amministratore per sottrarsi alle proprie responsabilità. Il sindaco non può chiamarsi fuori. Chi nomina, chi indirizza e chi esercita il controllo politico e amministrativo ha il dovere di vigilare. E se per mesi le nostre denunce sono rimaste senza risposte, oggi non può bastare qualche dichiarazione indignata per chiudere la questione. Non ci interessano le sceneggiate, né il solito capro espiatorio. Vogliamo risposte, responsabilità e chiarezza su come sono stati gestiti i soldi dei cittadini. E soprattutto vogliamo sapere chi, dentro questa Amministrazione, avrebbe dovuto controllare e non lo ha fatto» conclude il comunicato del Gruppo consiliare del Pd di Ancona.
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