Rimborsi per 6.600 euro in 10 mesi:
Petrelli interroga sulle spese
di rappresentanza di Ancona Servizi
Ha presentato un’interrogazione urgente per fare luce su presunte anomalie nell’uso delle carte aziendali della società partecipata dal Comune, Ancona Servizi. Secondo il consigliere d’opposizione Giacomo Petrelli (Pd) si sarebbe registrata una sproporzione nei costi tra le diverse gestioni. «Mentre il precedente direttore generale aveva speso solo 371 euro in un intero anno per quattro pasti, l’attuale amministratore ha registrato una spesa di circa 6.600 euro in soli dieci mesi, con ben 53 pasti rimborsati» ha osservato in aula questa mattina il consigliere dem durante la discussione dell’atto.
Petrelli ha sollevato critiche anche sul fatto che società non avrebbe fornito l’estratto conto bancario completo ma solo «videate parziali dei movimenti, con dettagli oscurati». Il consigliere ha definito questa modalità di gestione come «irricevibile per un’azienda pubblica», lamentando la mancanza di documenti essenziali. Petrelli ha poi citato «pranzi da 150 euro per due persone a base di bistecche e vino» con pagamenti effettuati in tarda serata, «ad esempio alle ore 2211 o 2252, pur essendo classificati come pasti. Noi continueremo a svolgere la nostra azione di controllo, come facciamo sempre».
L’assessore Daniele Berardinelli ha risposto sottolineando l’esistenza «di diversi livelli di controllo, tra cui il collegio dei revisori e gli organi di vigilanza. Io ho visto solo cifre modeste, pasti da 20 euro, 17 euro ma possiamo lavorare insieme per capire quali sono le spese che sono ammissibili e non ammissibili. Se ci fossero state delle spese da missioni, credo che sia giustissimo chiedere un rimborso delle spese che sono state affrontate. In quel caso se forse confermato che qualcosa sia stato ingiustificatamente speso, credo che chi abbia fatto questo errore eventualmente ne debba rispondere ma questo non lo darei per scontato». L’assessore ha rilevato anche la necessità di approfondire perché non sia stata consegnata tutta la documentazione, ed ha ipotizzato anche che alcune spese «potrebbero essere state motivate da scopi incentivanti, come i ringraziamenti ai lavoratori per la fiera di maggio».
(Redazione CA)
Torna alla home page




