«Per l’attenzione che dedicate agli atti
potrebbero essere scritti sulla carta igienica».
Bufera in Consiglio, Tombolini via dall’aula

SCONTRI VERBALI durante la discussione sulla variazione al programma triennale delle Opere Pubbliche e di bilancio per i progetti ritenuti depotenziati, come la riqualificazione di Porta Pia, Villa Colonnelli o il nuovo parcheggio San Martino, e legati all’appuntamento 'Capitale della Cultura'. Il presidente Pizzi ha anche sospeso la seduta

Stefano Tombolini

Riusciranno a tradursi in cantieri reali i progetti entrati nel dossier Ancona Capitale della Cultura 2028 o rimarranno, come teme l’opposizione consiliare, semplici «voli pindarici»? Su questo dubbio amletico oggi si è incardinato il confronto in Consiglio comunale impegnato ad approvare una nuova variazione di bilancio per la rimodulazione del Programma triennale delle Opere pubbliche e del Piano delle alienazioni 2026-2028 legati al programma del prestigioso titolo.

Il clima di tensione e gli scontri verbali sono degenerati in una serie di attacchi personali che hanno costretto il presidente Simone Pizzi ad allontanare dall’aula l’assessore Stefano Tombolini e a sospendere i lavori.

Giacomo Petrelli e Mirella Giangiacomi

La scintilla è scattata dalle critiche di diversi esponenti dell’opposizione, che hanno messo in dubbio, come aveva già fatto in commissione, la sostenibilità finanziaria delle opere pubbliche. Alcuni consiglieri del Pd, come Giacomo Petrelli, hanno parlato di progetti definanziati rispetto alle promesse fatte nel dossier di candidatura, citando quelli di Porta Pia o del parcheggio San Martino (ricordata dalla consigliera Susanna Dini). E’ stato fatto osservare che è rimasta al palo anche la riqualificazione di Villa Colonnelli. Il consigliere Carlo Pesaresi ha rilevato poi che la maggioranza «era partita in tromba Ecco io temo, come ho avuto già modo di dire che siamo assistendo, purtroppo, ad una tromba d’aria». E’ stata la reazione dell’assessore a riscaldare l’atmosfera. Tombolini ha risposto puntando il dito sulla preparazione tecnica e l’impegno nel dibattito dei consiglieri di minoranza, tacciandoli di non aver ben approfondito la lettura degli atti amministrativi e premiandoli con un brutto voto, «facendo la somma degli interventi che avete fatto, il maestro direbbe a casa e voto 4».

. Per l’attenzione che gli dedicate nella lettura, per la conoscenza che avete, per come partecipate al dibattito potrebbero essere scritti sulla carta igienica» ha detto.

Carlo Pesaresi

La polemica si è infiammata di più quando nel difendere l’operato degli uffici tecnici ha ribadito al contempo che la Giunta sta lavorando intensamente per raggiungere gli obiettivi prefissati. «La proclamazione di Ancona Capitale della Cultura è del 18 marzo 2026, sono passati cinque mesi e siccome noi non siamo quelli che scrivono sui rotoli, abbiamo fatto una relazione che se la volete leggere riporta quelli che sono gli immobili recuperati. Stiamo parlando e state parlando come se fossimo dei ciuchi che pensano di portare quintali e quintali di legna, noi c’abbiamo un anno e qualche mese per arrivare a raggiungere gli obiettivi. Quindi quando avete intenzione di parlare seriamente e vi siete preparati, convochiamo un’altra commissione e ne parliamo».

Daniele Silvetti

Poi ha rivolto attacchi diretti. «Ho sentito una consigliera parlare di ‘forse’, ‘però’, ‘scatole cinesi’… Stai zitta: o studi o vieni preparata. E ancora di voli pindarici: manca questo, manca quello. Non manca niente, ci stiamo lavorando intensamente.  Il sindaco si sta impegnando come i soggetti che devono partecipare agli atti.  Sono centinaia le persone che lavorano in questa struttura». Ha poi proseguito lamentando la difficoltà di operare in un ambiente dove, secondo lui, si preferisce «buttare fango» piuttosto che esercitare una critica costruttiva. «Comincia a essere faticoso venire qui a essere coperto di guano» ha aggiunto.

I lavori del Consiglio comunale oggi ad Ancona

Le parole dell’assessore sono state definite dai consiglieri Mirella Giangiacomi (Pd) e Carlo Pesaresi (Diamoci del Noi) come «irricevibili». Giangiacomi ha ricordato che proprio qualche giorno fa il indaco ha assegnato la delega alla gentilezza mentre «io come i miei colleghi, ma soprattutto io, sono stata presa in giro dall’assessore, che tutte le volte fa il maestro di scuola e vuole prendere a scoppoloni gli altri. Qui siamo in un’aula dove prima di tutto ci vuole rispetto».
«Anche io trovo irricevibile l’intervento dell’assessore, non solo sgradevole ma l’educato ma segno di un evidente nervosismo come diceva quella battuta volgare ‘S’è toccato il c..o alla Cicala’» ha chiosato Pesaresi.  Tombolini si è alzato e ha ribattuto. Il presidente Pizzi ha deciso di allontanarlo dall’aula e di sospendere immediatamente la seduta.

Simone Pizzi

In questo scenario di caos, il sindaco Daniele Silvetti è intervenuto per difendere la validità tecnica degli atti approvati, pur invitando tutti a un approccio più «umile e costruttivo». Il primo cittadino ha cercato di spostare l’attenzione sulle sfide del 2028, chiedendo alla politica di non lasciare che le tensioni elettorali già in atto per gli appuntamenti del 2027 oscurino l’interesse della città e invitando anche l’opposizione ad esprimere per l’atto in discussione semmai un voto di astensione, che alla fine è arrivato.
In chiusura, il presidente Simone Pizzi ha tracciato un confine netto tra critica e insulto personale, lanciando un monito severo a tutta l’assemblea cittadina: «Se noi qui dentro non ci rispettiamo come persone, il Consiglio è fallito» ha commentato.

(m.p.c.)

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