Operaio morto a Fabriano: Sinistra Italiana
e Uil Marche: «Fenomeno inaccettabile,
servono prevenzione e controlli»

LE REAZIONI del segretario provinciale Melacotte e della segretaria regionale Mazzucchelli

Tommaso Melacotte, segretario della federazione provinciale di Ancona di Sinistra Italiana

L’incidente mortale avvenuto questa mattina in un cartonificio di Fabriano, costato la vita a un operaio indiano di 57 anni rimasto schiacciato da una pressa, ha suscitato le repentine reazioni di forze politiche e organizzazioni sindacali.
Per la Federazione di Ancona di Sinistra Italiana è intervenuto il segretario Tommaso Melacotte. «La morte dell’operaio di 57 anni avvenuta questa mattina in un cartonificio di Fabriano – ha detto – ci colpisce in maniera estremamente profonda. A nome di Sinistra Italiana esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra più sincera vicinanza alla famiglia, come alle compagne e ai compagni di lavoro». Melacotte ha poi rimarcato che «non permetteremo che questa ennesima morte sul lavoro possa essere trattata come un numero da aggiungere alle statistiche nazionali, né meramente consegnata alla sola cronaca di giornata. Il lavoro non può essere difeso unicamente quando si parla di produzione, competitività e sviluppo economico. La sicurezza non può essere lasciata alla capacità individuale di proteggersi, né può diventare una responsabilità scaricata sulle spalle di chi lavora».

Claudia Mazzucchelli

Dura anche la posizione della Uil Marche attraverso le parole della segretaria generale Claudia Mazzucchelli. «Con tre morti in poco più di un mese – ha detto – siamo costretti a ritenere che si stia sottovalutando un fenomeno inaccettabile. La sicurezza è un diritto, non un costo. E a questo punto non è neanche una casualità ma qualcosa di strutturale sul quale è necessario intervenire con la massima decisione».
«Oggi un altro lavoratore non tornerà più a casa – ha aggiunto Mazzucchelli – ed è una scia di dolore che non possiamo più ignorare. Non serve a nulla snocciolare numeri e attivarsi con il cordoglio del giorno dopo se non vengono destinate risorse per controlli più frequenti nei luoghi di lavoro, per investire in formazione concreta e in prevenzione».
La Uil ha ribadito l’esigenza di istituire una Procura speciale dedicata agli omicidi sul lavoro per accertare le responsabilità «Una cosa è certa – ha concluso -: al lavoro si va per guadagnarsi da vivere, non per rischiare la vita».

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