
La Corte d’Appello
Allusioni sessuali a giovani straniere per facilitare le pratiche per ottenere il permesso di residenza: sconto in appello per il tenente dei vigili condannato in primo grado a due anni e cinque mesi di reclusione. Il tribunale di via Carducci ha inflitto ieri pomeriggio al 65enne Michele Montanino una pena di un anno e cinque mesi di reclusione. Erano due i reati contestati dalla procura: tentata violenza sessuale e induzione a dare utilità per scopi sessuali. Già il collegio penale aveva scartato dal capo d’imputazione più della metà dei 17 episodi finiti sotto la lente della procura dorica. Episodi che sarebbero avvenuti nell’arco di un decennio, tra il 1999 e il 2009. In quel periodo, l’ufficiale era incaricato di effettuare i controlli domiciliari per vedere se era tutto in regola con le norme per ottenere la residenza. Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, l’uomo aveva approfittato alcune donne straniere, chiedendo loro di prestarsi alle sue avances, mai finite in un rapporto sessuale completo. Si sarebbe sempre trattato di allusioni e sfioramenti. In cambio, avrebbe potuto aiutarle nell’iter per ottenere la residenza. Le accuse sono state sempre rigettate da Montanino, difeso dall’avvocato Paolo Tartuferi. Ascoltato durante il processo di primo grado, l’imputato aveva sostenuto di aver sempre indossato in maniera degna la divisa e che le denunce da parte delle straniere avevano rappresentato una sorta di complotto per incastrarlo e punirlo della sua rigidità nel compiere il suo dovere. Ora, rimane l’ultimo grado di giudizio: la Cassazione.
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