Trasporto pubblico,
la Regione taglia 8 milioni
Cgil: “300 posti a rischio”

MOBILITA’ – Oltre al rischio di minori contributi dallo Stato c’è anche la scure del bilancio regionale. Luca Polenta (Filt Marche): “Vanno posticipate le gare”

 

Posticipare le gare per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico e aumentare le risorse, altrimenti si rischiano di perdere 300 posti di lavoro nel settore della mobilità. E’ l’allarme lanciato da Filt Cgil. Dopo le segnalazioni dei segretari Uil (leggi l’articolo) del pericolo di nuovi riduzioni di finanziamenti alle Marche, già tra gli ultimi posti in Italia per i contributi pubblici, come conseguenze delle novità contenute nel decreto legge del 24 aprile, la Cgil rincara e denuncia la riduzione di 8 milioni dalla Regione. Il segretario regionale Filt Cgil Luca Polenta chiede di posticipare le gare, che potrebbero tenersi già ad agosto per affidare il servizio di trasporto pubblico, e aumentare le risorse. Le preoccupazioni che riguardano, anzitutto, la clausola sociale per tutti i dipendenti degli attuali gestori delle aziende, ovvero il riassorbimento dei dipendenti da parte di chi vincerà la gara, che deve durare per tutto l’affidamento del servizio, quindi le risorse economiche messe a bando di gara. Risorse che, al momento, sono quelle previste dalla delibera giunta regionale 52 di dicembre 2016, il bilancio di previsione, giudicate poche ed insufficienti: infatti, si parla di 55 milioni per 2017, 58 milioni per il 2018 e 58 milioni per il 2019, a fronte degli attuali 63 milioni. Per la Cgil, il taglio può significare 300 posti di lavoro in meno, oltre a minori servizi per i passeggeri. “Non c’è infatti la certezza delle risorse che la Regione Marche avrà dallo Stato – commenta Polenta -. Non solo: non é dato sapere, al momento, di quali risorse proprie, e cosa comprendano, la Regione potrà disporre per il servizio di trasporto pubblico che verrà messo a gara. Il sindacato chiede di conoscere se c’è un progetto dei servizi e di mobilità integrata, messo a punto dalla Regione, che tenga conto delle esigenze attuali e future della mobilità dei cittadini marchigiani. Nell’incertezza del contesto, vanno ricordate le grandi difficoltà delle zone colpite dal terremoto: non sarebbe più opportuno concentrarsi prima sull’emergenza sisma per aiutare le popolazioni colpite?”

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