«Buoni spesa solo per chi è
in possesso di green pass:
la giunta Ascani riveda i criteri»
Il Comune di Castelfidardo ha pubblicato un avviso per l’erogazione dei buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità per i cittadini in condizioni di disagio economico. Entro domani, 16 dicembre, le famiglie di Castelfidardo dovranno inviare le richieste per ottenere il buono. Operazione che, però, ha sollevato le polemiche del parlamentare Paolo Giuliodori (Alternativa) e di Fabio Sebastianelli, coordinatore regionale per le Marche del Popolo della Famiglia, perché inserisce anche il possesso del green pass, tra i requisiti per accedere ai buoni, oltre al reddito Isee.
Il deputato osimano di Alternativa, è da sempre critico con la gestione scellerata del governo e fortemente contrario al green pass e al trattamento discriminatorio nei confronti dei cittadini non vaccinati. «Nel documento – commenta l’on.Giuliodori – è scritto nero su bianco che “sono esclusi dall’erogazione del buono alimentare coloro che non sono in regola con il green pass e pertanto si autosospendono dal lavoro senza percezione del reddito”. Al peggio non c’è mai fine!». Come spiega il deputato, «a parte il nonsense giuridico e logico del termine “autosospensione”, visto che nessuno si sospende da solo dal lavoro e dallo stipendio, ma subisce una sospensione, il punto è l’abnorme gravità del principio che viene sdoganato: vuol dire usare i buoni spesa come arma di ricatto contro cittadini in difficoltà per costringerli alla vaccinazione. È una vergogna. E la cosa peggiore è che a fare una cosa del genere sia un’amministrazione 5stelle, che ha fatto della lotta alla povertà il suo cavallo di battaglia, che è nato per proteggere i più deboli dai soprusi del potere e aiutare chi ha bisogno. Meno male che nessuno doveva rimanere indietro».
«La fonte normativa dei buoni spesa parla chiaro: il decreto-legge 73/2021 stabilisce che il fondo serve per finalità di solidarietà alimentare. E qui siamo agli antipodi della solidarietà. Siamo alla discriminazione più totale, alla ghettizzazione, al completo menefreghismo nei confronti di chi ha bisogno e non ha violato alcuna legge. Chi se ne frega se la gente non ha il pane in tavola, l’importante è che siano tutti vaccinati. Adesso il green pass è il permesso calato dall’alto che determina chi può e chi non può mangiare? E tutto questo cosa c’entra con la vaccinazione? Nulla. Lo diciamo da mesi che il green pass non ha nulla di scientifico ma è solo una manovra per giustificare una deriva autoritaria, purtroppo siamo gli unici a battersi contro questa follia» conclude il deputato marchigiano.
Fabio Sebastianelli, coordinatore regionale per le Marche del Popolo della Famiglia, commentando le condizioni poste dall’Amministrazione comunale di Castelfidardo per l’accesso all’erogazione del buono spesa per le famiglie in disagio economico fa osservare invece che «i poveri sono poveri – continua Sebastianelli- indipendentemente dal motivo per cui lo sono diventati e dalle possibili “colpe”. Non è assolutamente ammissibile che un’Amministrazione comunale, che dovrebbe rappresentare e tutelare tutti i cittadini, faccia distinzione tra poveri buoni e poveri cattivi. Facendo un esempio netto, questa decisione crea poveri di serie A e poveri di serie B, facendo passare l’erroneo concetto che il povero, se ritenuto colpevole del suo stato, non deve essere aiutato e quindi va escluso da ogni sostegno. La povertà è un dato di fatto, una situazione oggettiva, non una condizione relativa o soggettiva scaturente dalle decisioni di una giunta evidentemente insensibile a questo aspetto». Sebastianelli aggiunge che il dl127/2021 citato nell’avviso pubblico del Comune di Castelfidardo «non ha nulla a che fare con l’erogazione del buono, che ovviamente può essere ritirato, spedito o consegnato al domicilio dell’interessato. La povertà non è questione di “vaccino si, vaccino no” o “green pass si, green pass no” è un dato di fatto e va sempre soccorsa e risolta».
Il Popolo della Famiglia esorta pertanto la Giunta comunale di Castelfidardo «ad avere a cuore tutte le famiglie povere e tutti i cittadini in stato di necessità, indipendentemente dall’origine delle situazioni. È una questione di equità sociale nello spirito della nostra Costituzione. La condizione di povertà è basata su parametri economici oggettivi e reali, non certo sui motivi che l’hanno prodotta. Una Giunta, dinnanzi alla indigenza, non può mai negare il cibo ai bisognosi, soprattutto quando si spendono milioni di euro in altri capitoli che non riguardano il soccorso alla primaria povertà. Per i motivi sopra descritti – conclude Sebastianelli- il Popolo della Famiglia invita la Giunta comunale a rivedere i criteri per l’assegnazione dei buoni includendo tutte le famiglie in stato di necessità economica e non solo quelle che, arbitrariamente e impropriamente, ritiene ne abbiano diritto».
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