Ordinanza anti-alcol:
«E’ tornato il proibizionismo»

I controlli in piazza del Papa in una foto d’archivio
«Proibizionismo. In che altro modo si potrebbe definire la nuova ordinanza firmata dalla sindaca di Ancona dove dispone che “dalle 21 alle 7 sarà vietato consumare bevande alcoliche e superalcoliche su aree pubbliche, aree private ad uso pubblico e aree private aperte al pubblico”?» La reazione di Altra Idea di Città all’ordinanza emanata ieri dal sindaco Valeria Mancinelli tesa a limitare il consumo di alcol in luoghi pubblici nelle ore notturne.
«Siamo alle solite, un’amministrazione incapace di leggere e ascoltare i disagi dei giovani, che sa solo rispondere ai problemi con divieti e limitazioni. Una visione perbenista e repressiva non nuova, in linea con quanto fatto da due anni a questa parte, che prende di mira tutto ciò che sia ritenuto superfluo: la socialità, l’aggregazione e, infine, la consumazione di alcolici nei luoghi pubblici e ad uso pubblico. In Ancona, dove la cosiddetta “movida” è concentrata solo su una piazza, hanno presto provveduto a circondare quest’ultima di forze dell’ordine, in risposta a un presunto problema di sicurezza. Ora si procede con un provvedimento repressivo, inutile, dannoso e totalmente sproporzionato. Provvedimento che fa anche distinzioni tra zone della città, con il Piano che subisce la limitazione più pesante, ennesima conferma dell’incapacità di leggere e risolvere i disagi da parte di quest’amministrazione.
In questa città la risposta ai problemi dei giovani, dopo una pandemia mondiale che ci ha isolato socialmente, in una città morente da anni, è quella di reprimere e vietare in maniera cieca e autoritaria, come ci ha abituato la Sindaca con l’elmetto. Il settore del divertimento in città è totalmente allo sbando, e la Mancinelli è incapace di farsi carico delle richieste dei cittadini, degli studenti e dei commercianti, che chiedono di rivedere e diversificare le opportunità che questo territorio potrebbe offrire.
Altra Idea di Città si oppone fermamente a qualsiasi deriva autoritaria e repressiva, a qualsiasi nostalgia del proibizionismo e rigetta la visione perbenista e autoritaria dell’Amministrazione. Inoltre, sollecita la sindaca a ritirare la folle ordinanza appena firmata e chiede un progetto serio per rilanciare la città dal punto di vista della cultura, della socializzazione, dell’aggregazione e del divertimento dei giovani».
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