Nuovi spazi per la Pinacoteca Podesti:
fruibile l’ingresso monumentale

Stefano Zuffi con Paolo Marasca
Si chiude uno dei più importanti cantieri culturali della città: quello che, con l’apertura di tre nuove sale, restituisce alla Pinacoteca Civica di Ancona l’ingresso monumentale su via Pizzecolli, nel cuore del centro storico. Dall’8 aprile sarà dunque possibile visitare una delle più importanti collezioni di pittura delle Marche accedendo dal chiostro di Palazzo Bosdari. E l’obiettivo raggiunto non è solo culturale, dal momento che l’ingresso su via Pizzecolli intercetta direttamente i flussi turistici e valorizza le attività del centro storico.
«La riapertura e la riqualificazione di queste sale espositive sono un altro passo avanti importante – afferma il sindaco Valeria Mancinelli – con al centro, protagonista assoluto, il Podesti, e il suo Giuramento degli Anconetani. L’arte e l’identità della città si abbracciano ancora una volta così fortemente. Era uno degli impegni che avevamo preso negli anni scorsi e che oggi arriva a positiva conclusione. Saranno riaperte anche queste sale e sarà riaperto l’ingresso principale della Pinacoteca, su via Pizzecolli e sul bellissimo cortile interno di questo palazzo meraviglioso. Contenitore e contenuti mai sono stati così strettamente coerenti tra loro».

Il chiostro di Palazzo Bosdari
Nel 2016, l’Amministrazione comunale decise di aprire la Pinacoteca Civica nonostante mancassero alcuni lavori, per permettere a tutti di ammirare i dipinti che si trovavano da tempo in sale chiuse al pubblico. E’ stata una decisione presa alla luce del parere di esperti e sull’onda di quanto avviene nella maggior parte dei grandi musei storici del mondo, costantemente interessati da cantieri, ma ostinati nel far vivere il museo. Questa opzione richiese la creazione di un ingresso temporaneo da vicolo Foschi, sul lato di Santa Maria della Piazza, mentre si avviava il cantiere nelle sale superiori. Un cantiere complesso, in sale preziose, che, nel momento della sua conclusione, offre alla città due sale espositive di grande pregio e una nuova biglietteria.
Chiamato a occuparsi della collezione anconetana, lo storico dell’arte Stefano Zuffi, con il team del museo guidato da Maria Vittoria Carloni, ha iniziato il lavoro proprio dalle nuove sale, progettate dall’architetto Mauro Tarsetti con gli architetti e i tecnici del Comune di Ancona. Il fulcro del nuovo percorso è la sala espositiva dedicata a Francesco Podesti, un museo nel museo che introduce il visitatore alla collezione e omaggia il grande artista anconetano, promotore della nascita della Pinacoteca. La sala Podesti si trova tra la nuova biglietteria con bookshop e la sala Daretti, che in passato era stata destinata all’unico ruolo di sala convegni e oggi diventa invece uno spazio polifunzionale, in cui sono valorizzati gli splendidi affreschi e sono rese perfettamente fruibili una serie di vedute settecentesche del pittore Lorenzo Daretti insieme con una copia della Continenza di Scipione da Peter Paul Rubens, di notevole interesse artistico in quanto l’originale è andato distrutto in un incendio nel 1836 a Londra.
Nella nuova, fondamentale, sala espositiva i visitatori possono immergersi nel disegno e nelle ambientazioni ottocentesche del Podesti, dopo essere stati “accolti” all’entrata dal nuovo capolavoro, il Ritratto dei Marchesi Busca, acquistato nel 2021 dal Comune di Ancona, che è riuscito ad avere la meglio su altri importanti musei che ne rincorrevano la proprietà. La trattativa, avviata nel 2020, ha permesso ad Ancona di affiancare al Giuramento degli anconetani un altro dei massimi capolavori dell’artista, che si vede anche autoritratto nella tela, e ha confermato l’intenzione di puntare su una crescita mirata e filologicamente fondata della collezione cittadina.
«Acquistare un dipinto fondamentale nel percorso del maggiore artista della città; organizzare nuove sale espositive per valorizzare l’acquisto e il genius loci; riordinare il materiale della collezione in virtù di questo nuovo assetto; restituire un accesso monumentale e spettacolare, che diventa parte integrante della vita del centro cittadino. Queste sono – spiega l’assessore alla Cultura Paolo Marasca – le decisioni che insistono sul valore del museo come luogo delle cittadine e dei cittadini, spazio in cui identificarsi, ambiente non solo bello, ma sicuro, accogliente e ospitale, dove trovare sicurezze e commozione, non solo conoscenza».
«Il percorso della Pinacoteca che prende avvio con queste nuove sale – aggiunge Stefano Zuffi – è soprattutto dedicato agli anconitani, alla identità storica e culturale della città, in un dialogo stretto tra le opere d’arte e gli spazi architettonici in cui sono esposte. Le collezioni del museo vanno dal Medioevo a tutto il XX secolo, e il complesso monumentale intorno a palazzo Bosdari ingloba memorie di grande fascino».


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