«Acqua, bene il modello in house:
ora costruire il gestore unico»

AATO - L'assemblea dei sindaci ieri ha confermato all’unanimità la scelta per la gestione del servizio idrico. Cgil, Cisl Uil: «Non ci sono più scuse per rallentare o deviare il percorso. La politica ha scelto. E' il momento di concretizzare le scelte»

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I segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil (foto d’archivio)

«Soddisfatti della scelta del modello in house per la gestione del servizio idrico integrato. Adesso serve costruire il gestore unico». Esultano le sigle sindacali Cgil, Cisl Uil a margine dell’assemblea dei sindaci dell’Aato3 di ieri che ha confermato all’unanimità la scelta del modello in house per la gestione del servizio idrico integrato del territorio.

«I sindaci, che sono in rappresentanza dei propri Comuni anche gli azionisti delle società di gestione – dicono i sindacati – hanno quindi confermato ufficialmente la volontà di mantenere l’acqua pubblica in mano pubblica, l’obiettivo che anche come organizzazioni sindacali abbiamo da sempre perseguito in questi anni».

Ora si passa alla seconda fase in quanto «la palla passa alle società di gestione che, forti del voto unanime di ieri e del mandato che quindi i sindaci affideranno loro in maniera chiara, devono necessariamente ed in tempi compatibili con la scadenza delle attuali concessioni (dicembre 2027) concretizzare le complicate fasi di scorporo e fusione dei rami idrici, per arrivare alla costruzione del gestore unico come previsto dalla normativa e come imposto anche dalle previsioni contenute nelle recenti ordinanze della Corte dei conti.

I sindacati promettono che proseguiranno «a monitorare la situazione per tenere alta l’attenzione sul tema e nelle prossime settimane promuoveremo anche iniziative pubbliche per informare la comunità e portare il nostro contributo sull’avanzamento del progetto di fusione, al fine di rendere tutti consapevoli sulle opportunità per il territorio derivanti dalla costruzione di un soggetto unico di gestione dell’acqua, bene fondamentale della vita delle persone. Da oggi non ci sono quindi più scuse per rallentare o deviare il percorso, la politica ha finalmente scelto ed è arrivato il momento di concretizzare queste scelte con atti reali, nell’unico interesse dei cittadini del nostro territorio».

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