Arriva il fermo dell’autotrasporto,
si profila lo stop dal 25 al 29 maggio

JESI - Sabato prossimo all’Interporto si riunisce il direttivo regionale di Confartigianato Trasporti Marche per decidere le modalità di adesione alla protesta per gli extracosti insostenibili proclamata da tutte le associazioni nazionali aderenti al coordinamento unitario Unatras

(Archivio)

«I danni che le imprese di autotrasporto stanno subendo parlano chiaro: 1.100 euro di aggravio mensile per singolo veicolo sono un extracosto insostenibile che costringe gli operatori a fermare i veicoli per non viaggiare in perdita. Le mancate risposte da parte del Governo hanno portato la categoria all’esasperazione. Senza risposte certe sugli stanziamenti adeguati a ristorare le imprese e sulle altre principali richieste, il fermo nazionale di maggio non sarà una scelta della categoria, ma la naturale conseguenza di un settore che non è più in condizione di poter operare». Lo sostiene Confartigianato Trasporti Marche che ha convocato il proprio direttivo regionale per sabato 16 maggio alle ore 10 presso l’interporto di Jesi (via Coppetella, 4) per decidere insieme ai dirigenti territoriali le modalità della protesta e consultare la categoria sulle prossime mosse. La perdurante mancanza di risposte concrete da parte del Governo, apre lo scenario che inevitabilmente porterà la categoria verso l’attuazione del fermo nazionale dei servizi di trasporto, proclamato da tutte le associazioni nazionali aderenti al coordinamento unitario Unatras, dalla mezzanotte del 25 a quella del 29 maggio prossimi.

Un comparto che nelle Marche conta 3.000 imprese e movimenta oltre l’85% delle merci. Per gli imprenditori dell’autotrasporto, sottolinea il presidente di Confartigianato Trasporti Marche Samuele Renzi, «il carburante incide mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi. Le richieste fatte da Unatras come misure emergenziali per la sopravvivenza del settore: 500 milioni di euro come stanziamento generale, sotto forma di credito d’imposta, per compensare l’impennata dei prezzi, rimborso accise trimestrale immediato e comunque entro 10 giorni dalla presentazione della domanda, ripristino dell’agevolazione piena del rimborso accise trimestrale, sospensione temporanea, su base facoltativa, del pagamento di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi».

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