Tasse, sicurezza e turismo.
Le priorità dei candidati,
tre visioni per il futuro
di Sabrina Marinelli
Il futuro di Senigallia passa attraverso tre programmi elettorali che, pur partendo da necessità per molti aspetti comuni, come la tutela del territorio e il rilancio economico, propongono però soluzioni diverse.
Massimo Olivetti, sindaco uscente sostenuto dalla coalizione di centrodestra, sceglie la strada della concretezza e del bilancio solido per chiedere la fiducia per un secondo mandato. Il suo obiettivo è dare continuità a un percorso già tracciato, facendo leva su una gestione oculata delle risorse.
«Tra gli obiettivi principali c’è la riduzione della pressione fiscale – spiega – mantenendo equilibrio nei conti pubblici e investimenti sul territorio». La sicurezza si traduce in un investimento costante sulla prevenzione. Olivetti assicura infatti «attenzione al potenziamento della videosorveglianza e al controllo del fiume con sistemi di monitoraggio e allerta». La viabilità resta un punto fermo, con interventi mirati come la bretella di via Capanna, il raccordo tra il lungomare Marconi e la ciclabile e tra via Berardinelli e Villa Torlonia, senza dimenticare lo sport con la cittadella dello sport e la sistemazione della pista d’atletica. Previsto, inoltre, il potenziamento dei servizi sociali per le generazioni più giovani e per gli anziani.
Dario Romano, che guida il centrosinistra, punta alla rinascita della città. «Senigallia deve uscire dal tunnel dell’immobilismo e della subalternità in cui l’ha cacciata la destra dal 2020 – sostiene – interrompendo un processo di crescita ventennale». Il candidato punta a un rapporto paritario con gli enti regionali, pretendendo una visione chiara sulla sanità e rapporti «fondati su lealtà ma mai sulla sudditanza». Simbolo del nuovo passo è ponte Garibaldi, il cui progetto verrà bloccato per tutelare l’estetica urbana: «L’opera è necessaria – ammette – ma non permetteremo che il centro storico venga sfregiato. Sicurezza e bellezza devono convivere». Il suo modello si estende alle periferie tramite la “città dei 15 minuti” con servizi a breve distanza. Prioritarie anche le politiche abitative inclusive e il protagonismo dei giovani. Annuncia, infine, una macchina comunale rafforzata da alcune figure dirigenziali.
Marco Binci, con il movimento Rinasce Italia, pone l’accento sulla risoluzione tecnica delle criticità croniche del territorio, a partire dal rischio alluvione. «L’obiettivo – spiega – è ottenere una programmazione chiara degli interventi, tempi certi di realizzazione e opere strutturali efficaci per la prevenzione del rischio idrogeologico». Su ponte Garibaldi ha le idee chiare. «Il progetto dovrà prevedere un ponte autosollevante oleodinamico e meccanico – annuncia – funzionante anche in assenza di energia elettrica, con sponde ribaltabili e paratie a scomparsa». Si tratta di un’opera pensata per abbattere i tempi di soccorso fino a 4 o 5 minuti, garantendo sicurezza ai cittadini e supporto a un ospedale che Binci vuole riconosciuto come “struttura ospedaliera completa”. Chiudono il programma la destagionalizzazione turistica e la creazione di nuovi spazi di aggregazione, visti come motori di crescita per l’intera comunità senigalliese.
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