Il Pci rompe il fronte progressista.
Resta fuori dalla tornata elettorale

COMUNALI - Luca Cercamondi, referente cittadino: «Per noi il Pd rimane una forza di centrosinistra che, nei fatti, porta avanti politiche speculari al centrodestra. Siamo giunti a questa scelta dopo aver partecipato a diverse iniziative, constatando una distanza ideologica netta»

Luca Cercamondi, referente cittadino Pci

di Sabrina Marinelli

Il Partito comunista italiano ha deciso di non presentarsi alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, lasciando i propri elettori senza un simbolo di riferimento sulla scheda.

Il referente cittadino Luca Cercamondi, motiva la scelta così: «il programma, non solo del Pd, ma dell’intera coalizione, non rappresenta una vera alternativa né è espressione di una sinistra di classe. Consideriamo tale proposta politica lontana dai bisogni e dalle condizioni reali di chi abita e lavora a Senigallia; di conseguenza, non abbiamo riscontrato punti di contatto con i nostri obiettivi. Per noi il Pd rimane una forza di centrosinistra che, nei fatti, porta avanti politiche speculari al centrodestra. Siamo giunti a questa scelta dopo aver partecipato a diverse iniziative comuni in veste di uditori, constatando una distanza ideologica netta».

Dario Romano, candidato sindaco del centrosinistra

Cercamondi tiene a precisare, però, che «è una posizione strettamente politica, nutro infatti un profondo rispetto sia per Dario, sia per molti altri esponenti della coalizione di centrosinistra. La nostra scelta di non presentare una lista autonoma in questa tornata è, prima di tutto, un atto di trasparenza e rispetto verso i cittadini. Il Pci a Senigallia è un progetto in piena fase di consolidamento, un cantiere aperto. Non intendiamo svendere mesi di lavoro politico e di studio solo per avere una presenza formale sulla scheda elettorale. Non ci interessa la visibilità. Non è un disimpegno, ma una fase di crescita. Continueremo a lavorare con coerenza per arrivare alla prossima tornata con una struttura ancora più solida, pronti a offrire un’alternativa reale e credibile alla città».

La rinuncia alla corsa elettorale apre ora un’incognita sul duello tra il sindaco uscente Massimo Olivetti, alla guida del centrodestra, e lo sfidante del centrosinistra Dario Romano. Senza una lista comunista, dove confluiranno quei voti? Il Pci non intende fornire un paracadute a nessuno, lasciando ai propri iscritti la massima autonomia di giudizio.

Massimo Olivetti, candidato sindaco del centrodestra

«Sulla partecipazione al voto non abbiamo dubbi – spiega Cercamondi -. Noi andremo a votare, perché crediamo fermamente nell’esercizio della democrazia. Tuttavia, come forza politica, abbiamo scelto di non dare indicazioni rigide o imposizioni. Ogni iscritto deve sentirsi libero di esprimersi secondo la propria coscienza e sensibilità. Non è una scelta semplice, è onesto ammetterlo. La nostra posizione è di netta distanza da entrambi i blocchi: non ci riconosciamo né nelle politiche di questo centrodestra, né in quelle di un centrosinistra che non riteniamo alternativo. Per noi, la coerenza viene prima di tutto, quindi non potendo indicare un progetto che rifletta realmente una visione di classe, rispettiamo l’autonomia di giudizio della base, consapevoli che il nostro obiettivo resta quello di costruire un’opzione diversa per il futuro della città».

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