Capitale Italiana della Cultura 2028:
presentato il dossier di candidatura.
Le perplessità di Pesaresi

ANCONA - Il progetto, promosso con la Regione e l'Università, punta a valorizzare la vocazione portuale della città come laboratorio di sostenibilità e rigenerazione, rafforzando i legami con l'Adriatico e i giovani. L'assessore Marta Paraventi ha tracciato le linee guida in Consiglio comunale nel rispondere a una interrogazione del consigliere di 'Ancona Diamoci del tu' che ha osservato come la città doveva essere coinvolta prima del deposito della candidatura e non dopo

Marta Paraventi

 

Ancona è ufficialmente tra i Comuni candidati a Capitale Italiana della Cultura 2028.Oggi pomeriggio in Consiglio comunale  l’assessore alla Cultura Marta Paraventi ha ripercorso le tappe che hanno portato alla formulazione del dossier di candidatura, annunciando che nelle prossime settimane saranno messe a punto le nuove iniziative di coinvolgimento della cittadinanza. Lo ha spiegato  nel rispondere a una interrogazione a tema presentata dal consigliere Carlo Pesaresi (Ancona Diamoci del Noi) su chi sarà a coordinare il dossier sulla candidatura e se sono stati coinvolti tutti gli stakeholder

Carlo Pesaresi

La progettualità della candidatura è gestita dal Comune. Il percorso è promosso con il sostegno della Regione Marche, dell’Università Politecnica delle Marche, di Anci Marche e di una vasta rete di istituzioni, associazioni e comunità locali, configurandosi così come una candidatura corale. Tutte le informazioni, in costante aggiornamento, sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Ancona.
«La scelta di candidarsi – spiega Paraventi – è nata mentre l’Assessorato alla Cultura stava approfondendo il piano triennale di sviluppo culturale, anche in sinergia con i Lavori Pubblici per valorizzare e riorientare alcuni spazi culturali. Su invito e mandato del Sindaco, abbiamo colto l’opportunità della candidatura per mettere a sistema e dare coerenza organica a quel documento, progettando anche incontri culturali (Ancona Cultura Aperta) sul tema dell’identità della città, ispirandosi alle parole del poeta Francesco Scarabicchi, che esprimono la vocazione di una città che non si limita a custodire il passato, ma lo trasforma in progetto. Da qui è partito il lavoro che ha portato all’organizzazione e alla consegna del dossier nei tempi previsti, coinvolgendo professionisti del settore (direzione creativa, strategie e programmi europei, assistenza tecnica ai dossier, comunicazione)».

Panorama su Ancona

L’obiettivo è «far emergere la vocazione portuale della città, trasformarla in laboratorio di sostenibilità e rigenerazione, rafforzando al contempo i legami con i territori dell’Adriatico e con le reti europee. In questo contesto giocano un ruolo strategico anche il Parco del Conero e il Museo Tattile Statale Omero. La candidatura, proiettata al futuro, è centrata sulla relazione dei giovani con la città. In questo senso è stata instaurata una stretta collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche ed è stata coinvolta l’Accademia PoliArte, che ha progettato logo e identità visiva».
E’ stata attivata la casella ancona2028@comune.ancona.it ed è stata condotta un’indagine conoscitiva online (7 agosto – 1 settembre), che ha raccolto oltre cento segnalazioni e proposte da cittadini e associazioni, in linea con analoghe iniziative di altre città candidate.
Parallelamente, l’Assessorato ha coordinato incontri con il sistema istituzionale e culturale cittadino, dal MiC, all’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico centrale, dal Segretariato Iniziativa Adriatico-Ionica, FAIC, all’Arcidiocesi di Ancona-Osimo. Il lavoro di squadra ha prodotto numerose adesioni, comprese quelle di città come Spalato, Dubrovnik e Zara, e la presentazione di oltre 80 progetti.

Pesaresi, nelle repliche ha osservato «la genericità della risposta dell’assessora. Il concept attorno al quale si è sviluppato il dossier francamente mi sembra piuttosto debole non sta a me naturalmente andare oltre il giudizio. Tutto quanto illustrato mi sembra un papocchio di cose che su questo tipo di competizione poco riescono ad incidere. Il coinvolgimento limitato a 20 giorni ad agosto dal 7 agosto al 1º settembre, mi pare francamente risibile anche nei numeri che lei ha citato. Non si capisce poi chi sia il responsabile, il coordinatore di questo progetto, quando sappiamo che invece le candidature richiedono figure e investimenti ben diversi. Da ultimo la frase con cui lei ci ha lasciato cioè che dopo la presentazione del dossier, perché prima c’era la campagna elettorale, provvederete a informare la cittadinanza e a sviluppare il senso di partecipazione. Un percorso che si fa prima e non dopo» ha concluso Pesaresi

 

Ancona in corsa per Capitale della Cultura: inviato il dossier che punta su mare e cooperazione

 

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