La sindaca Michela Glorio e il rettore Enrico Quagliarini firmano l’accordo di collaborazione scientifica quadriennale finalizzato allo sviluppo di nuovi strumenti per la pianificazione urbana
Il Comune di Osimo e l’Università Politecnica delle Marche hanno presentato oggi a palazzo comunale, nella Sala Vivarini, l’accordo per la resilienza urbana e la nuova pianificazione del territorio. Si tratta di un accordo di collaborazione scientifica quadriennale finalizzato allo sviluppo di nuovi strumenti per la pianificazione urbana, la gestione del rischio e la valorizzazione delle infrastrutture verdi. L’intesa coinvolge gruppi di ricerca da quattro Dipartimenti dell’Ateneo (il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e dell’Architettura e il Dipartimento di Scienze e Ingegneria della Materia, dell’Ambiente ed Urbanistica) e prevede la costituzione di un tavolo di lavoro interdisciplinare che porterà i ricercatori della Politecnica a lavorare a stretto contatto con i tecnici del Comune di Osimo in settori che hanno bisogno di nuova linfa e programmazione. L’obiettivo è infatti dotare la città di un modello avanzato di governo del territorio, capace di integrare sostenibilità ambientale, adattamento climatico, protezione civile e innovazione tecnologica.
Tra le attività previste, l’aggiornamento e revisione degli strumenti urbanistici comunali, l’analisi delle vulnerabilità e degli scenari di rischio, lo sviluppo di strategie per la resilienza urbana, il potenziamento della rete delle infrastrutture verdi e blu e il supporto tecnico-scientifico alle politiche comunali di pianificazione e gestione del territorio. L’accordo si inserisce nel percorso di rinnovamento della pianificazione comunale e nelle strategie regionali e nazionali di protezione civile, con l’ambizione di trasformare Osimo in un laboratorio di innovazione territoriale e adattamento ai cambiamenti climatici.
Presenti alla conferenza stampa, oltre alla sindaca Michela Glorio e al rettore Enrico Quagliarini, che hanno sottoscritto l’intesa nel dicembre scorso, anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Osimo Tommaso Spilli, la dirigente del Dipartimento del Territorio del Comune, Manuela Vecchietti che coordinerà i gruppi di lavoro, e il consigliere comunale Fausto Marincioni al quale la sindaca ha conferito appena insediata le deleghe all’adattamento del territorio di fronte ai cambiamenti climatici in considerazioni delle sue profonde conoscenze in materia. Per la Politecnica presenti la professoressa Francesca Beolchini direttrice del Dipartimento della Vita e dell’Ambiente, il prof. Fabio Gennaretti del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali, il prof. Giovanni Marinelli del Dipartimento di Scienze e Ingegneria della Materia, dell’Ambiente ed Urbanistica, mentre per il Dipartimento Ingegneria Civile, Edile e dell’Architettura è intervenuto il rettore stesso.
Entusiasta la sindaca Michela Glorio «Oggi – ha detto – presentiamo alla città un importante accordo di collaborazione per il quale ringrazio il magnifico rettore, perché ci permetterà di avere un team di ricerca che collaborerà con gli uffici comunali per un miglior governo del territorio, nei settori della protezione civile, dell’urbanistica, della prevenzione dei rischi e modellazione del nostro contesto urbano per capire, a seconda delle emergenze, come si potrà evolvere la situazione. Un importante progetto che ci permetterà di gestire meglio il territorio con la prevenzione e con la cura. Sarà l’occasione per aggiornare il Piano urbanistico comunale che due anni fa era stato approvato in Consiglio dopo un lavoro in sinergia proprio con la Politecnica e alcuni Regolamenti comunali come quello del Verde e di Polizia rurale».
«Questo accordo -ha aggiunto il rettore Enrico Quagliarini- ci consente di valorizzare la ricerca prodotta dall’Università, mettendola in dialogo con le esigenze concrete del territorio e, in particolare, del Comune di Osimo, che diventerà un vero e proprio laboratorio dove sperimentare percorsi di ricerca avanzata sui temi della resilienza, della prevenzione e della gestione del rischio in tutte le loro declinazioni. L’attualità ci ricorda, purtroppo ancora una volta, quanto sia fondamentale lavorare insieme, in sinergia tra istituzioni e comunità, per affrontare e gestire le situazioni di rischio. Desidero inoltre sottolineare un aspetto per noi essenziale: questo accordo riconosce un ruolo centrale al fattore umano. Formare cittadini consapevoli delle problematiche legate al rischio è indispensabile affinché ognuno possa assumere un ruolo attivo nelle situazioni critiche. Per questo l’intesa prevede un forte investimento nelle attività di formazione rivolte alla cittadinanza, con l’obiettivo di fornire conoscenze e strumenti utili a comprendere come comportarsi prima, durante e dopo un’eventuale emergenza».
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