E’ possibile percorrere a piedi la Galleria del Risorgimento di Ancona? La risposta dell’assessore Stefano Tombolini all’interrogazione della consigliera Fabiola Fava (FdI) è stata perentorio: «No» . Fava ha presentato l’atto, oggi pomeriggio in Consiglio comunale, ricordando che il tunnel «rappresenta una “porta” della città che collega il centro con altre zone». Si è fatta portavoce di un problema pratico segnalato da diversi cittadini residenti nelle aree limitrofe ai due poli, da via Marini a piazzale della Libertà, costretti ad aggirare la barriera della galleria o affrontando una fermata del bus o scale e percorsi in salita di Borgo Rodi. Di qui la richiesta se, anche alla luce dei lavori in corso, sia ipotizzabile in futuro almeno un marciapiede pedonale sotto la galleria.
L’assessore Tombolini ha evidenziato che la galleria, per legge, è soggetta a precise norme di prevenzione incendi e sicurezza. Ed ha elencato tutti i requisiti richiesti per un eventuale percorso pedonale come accessibilità per persone anziane, malate o con disabilità, separazione sicura dal traffico veicolare, adeguata visibilità reciproca tra pedoni e automobilisti, attraversamenti protetti e spazi sufficienti per la sosta in sicurezza. Secondo l’assessore, «la conformazione attuale della galleria – in particolare per dimensioni e caratteristiche strutturali – non garantisce tali condizioni».Ha aggiunto che i lavori in corso, collegati alla riqualificazione dell’anticendio e del sistema di illuminazione, rafforzano le misure di sicurezza proprio per scoraggiare l’attraversamento a piedi («c’è un cartello illuminotecnico che lo segnala»).
L’assessore ha comunque ammesso che resta aperta la questione della «barriera fisica» che la galleria rappresenta tra il centro e i quartieri più periferici. Ha rammentato anche che «la distanza complessiva a piedi dal Piano al centro è di circa 1,4 km, ma l’ostacolo strutturale impone percorsi alternativi con scale e dislivelli. Lo stesso comandante regionale dei vigili del fuoco spesso mi ha chiesto se non siano percorribili possibili soluzioni alternative». Nella replica, la consigliera di maggioranza Fava ha preso atto di tutte queste motivazioni tecniche e per analogia ha esteso il ragionamento anche alla Galleria di San Martino («allora anche quella non è percorribile a piedi?»), auspicando l’impegno a studiare alternative che possano ridurre il disagio per i residenti delle zone vicine nel rispetto delle norme di sicurezza.
(Redazione CA)
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