Ristrutturazione PalaVeneto,
necessaria variante al progetto:
si allungano i tempi del cantiere

ANCONA - Sono emerse criticità nel terzo contratto applicativo dell’intervento che hanno riguardato anche le opere strutturali di fondazione ma che non modificano l’importo complessivo di circa 6,6 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr per l'opera

Il rendering del progetto del nuovo Palaveneto

Approvata dal comune di Ancona una perizia di variante relativa al progetto esecutivo di ristrutturazione e adeguamento sismico del Palasport di via Veneto. La determina, firmata il 4 marzo dal dirigente dell’Area Opere Pubbliche, riguarda in particolare le opere di fondazione previste nel terzo contratto applicativo dell’intervento. E’ corsa contro il tempo perchè l’opera è finanziata con fondi Pnrr–Next Generation Eu e dovrà essere completata e rendicontata entro giugno 2026. Un traguardo che gli ultimi imprevisti sembrano aver allontanato. L’intervento di restyling rientra nelle azioni di rigenerazione urbana previste dal Piano nazionale. Il progetto definitivo, approvato dalla Giunta comunale nel novembre 2023, prevede oltre all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico dell’intero palazzetto dello sport, anche la sistemazione degli spazi per atleti e servizi.

Il cantiere per la riqualificazione del PalaVeneto

I lavori sono stati suddivisi in quattro contratti applicativi, vale a dire demolizioni interne, demolizione del corpo spogliatoi, opere di fondazione e lavori principali di ristrutturazione. I primi due sono già stati completati, dal 2024 è in atto il terzo che riguarda la realizzazione delle opere di fondazione del palasport. Durante l’esecuzione di questi lavori sono emerse però alcune criticità tecniche, tutte riassunte nel documento istruttorio allegato alla determina dirigenziale. E’ stato necessario trasportare i materiali provenienti dalle demolizioni in un impianto esterno perché quello mobile predisposto in cantiere era già stato smantellato, con conseguente aumento dei costi. Inoltre, le terre di scavo contenevano una quantità elevata di detriti, pietre e materiali da demolizione, superiore alla soglia prevista, e questo ha comportato ulteriori operazioni di separazione e smaltimento nel rispetto della normativa vigente.

Altre difficoltà hanno riguardato le opere strutturali di fondazione. «L’esecuzione dei pali di fondazione, dei cordoli e dei plinti ha comportato un incremento delle quantità di acciaio da carpenteria rispetto a quanto preventivato progettualmente» ed è stato necessario utilizzare «maggiori quantità di calcestruzzo magro per il cosiddetto getto di pulizia», specifica l’atto. Si è deciso poi di procedere con «le armature di ripresa dei pilastri in elevazione, anticipandole sin d’ora in quanto previste nel successivo contratto applicativo 4» per garantire una migliore continuità delle lavorazioni. La variante comporta una rimodulazione del quadro economico del progetto ma non  modifica l’importo complessivo dell’intervento che resta di circa 6,6 milioni di euro, finanziati dal Pnrr e incrementati del 10% tramite il Fondo Opere Indifferibili. Il valore della perizia di variante ammonta invece a circa 506.000 euro (oltre Iva), comunque entro il limite del 15% previsto dalla normativa sugli appalti pubblici. Il Comune ha inoltre disposto un sub-impegno di spesa di circa 72.600 euro a valere sulle risorse Pnrr già stanziate.

(Redazione CA)

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