Caso Calcina, fissata l’udienza
al Tribunale dei minori
per decidere se proseguire o archiviare

SENIGALLIA - L'avvocato Pia Perricci, legale della famiglia: «Dagli atti raccolti emergerebbe un contesto di reiterate condotte vessatorie in ambito scolastico, descritte da numerosi testimoni che avrebbero determinato nel minore una situazione di crescente disagio e isolamento»

Leonardo Calcina

E’ stata fissata per il 15 aprile l’udienza presso il Tribunale dei minori di Ancona per decidere sull’archiviazione, chiesta dalla procura, del procedimento penale partito in seguito alla tragica morte del 15emme Leonardo Calcina.
Il giovane studente si era tolto la vita nell’ottobre del 2024 a Montignano e la famiglia è certa lo abbia fatto perchè vittima di bullismo.
Con un decreto depositato il 4 marzo, il Gip, a seguito dell’opposizione alla richiesta di archiviazione, ha quindi fissato l’udienza in Camera di Consiglio per il giorno 15 aprile alle 10:45.
«L’opposizione proposta dai genitori del minore, Francesco Calcina e Viktoryia Ramanenka, evidenzia come l’archiviazione si fondi su una ricostruzione parziale e frammentaria dei fatti – spiega l’avvocato Pia Perricci, legale della famiglia – e su una lettura atomistica delle risultanze investigative, che non avrebbe adeguatamente considerato il quadro complessivo delle condotte subite dal ragazzo. Dagli atti raccolti emergerebbe infatti un contesto di reiterate condotte vessatorie in ambito scolastico, descritte da numerosi testimoni come quotidiane e sistematiche, caratterizzate da scherni, umiliazioni e comportamenti derisori protratti nel tempo, che avrebbero determinato nel minore una situazione di crescente disagio e isolamento».

L’udienza rappresenterà pertanto un momento processuale di particolare rilievo, nel quale verrà valutata la fondatezza dell’opposizione e la necessità di proseguire le indagini, al fine di accertare in modo completo e non frammentario le responsabilità eventualmente connesse alla vicenda. Questo chiede la famiglia di Leonardo Calcina che, attraverso il proprio difensore, ribadisce la fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria e auspica che il prosieguo del procedimento consenta di fare piena luce sui fatti, affinché sia garantito un accertamento rigoroso e completo della verità.

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