Diesel a 2 euro:
Gli utenti «E’ uno schifo».
I gestori spiegano cosa succede

ANCONA - Viaggio nella crisi del carburante in città tra i piccoli rabbocchi quotidiani e i costi di approvvigionamento

Giovanni Cecchetti

di Gino Bove

Diesel a 1,999 euro al litro e automobilisti sempre più esasperati davanti alla pompa.
Per raccontare cosa sta succedendo davvero, Cronache Ancona ha raccolto le voci di chi ogni giorno fa i conti con il pieno e di chi il carburante lo vende, con l’obiettivo di dare spazio al disagio ma anche di spiegare cosa c’è dietro ai continui rincari. Le interviste sono state realizzate alle 10 del mattino. Il tabellone, almeno in quel momento, parla chiaro: 1,999 euro al litro per il Diesel (una manciata di centesimi in meno rispetto al tardo pomeriggio di ieri, ma alle 11 già in zona Baraccola si superavano i 2 euro).

Luigi Scarabotti

Il malumore si percepisce già davanti al distributore. Giovanni Cecchetti sta rifornendo la sua auto in un impianto nei pressi di Vallemiano.
Il prezzo basta a far scattare lo sfogo. «È uno schifo. Chissà da quanto tempo hanno la benzina in deposito: magari l’hanno pagata due soldi e poi la rivendono a due euro. Io, per esempio, giro poco: faccio circa venti chilometri al giorno in città. Tra un mese fa e adesso non saprei dire con precisione quanto spendo in più, ma di sicuro cerco di usare l’auto il meno possibile e, quando posso, mi sposto con quella di mia moglie che è a gas».

Una sensazione condivisa anche da Luigi Scarabotti, che racconta come i rincari stiano cambiando le sue abitudini.
«Per me è un’esagerazione. Ormai cerco di circolare il meno possibile: fai cinquanta euro di benzina, ma se ti muovi fuori città alla sera sono già consumati. Io ho un’auto con 260mila chilometri ma adesso mi sono praticamente fermato. Prima magari bastavano cinquanta euro a settimana, adesso invece ce ne vogliono anche ottanta».

Luca Careri

Gaetano Durante, si sposta in autobus e si ferma al distributore solo di passaggio.
«Non è che qui la benzina costa in un modo e dall’altra parte la paghi diversamente, quindi alla fine non ci possiamo fare nulla».
Dall’altra parte, però, arriva una lettura diversa. Luca Careri, che gestisce il distributore in largo Sarnano, nella zona del Piano, respinge l’idea che i prezzi vengano decisi liberamente dai benzinai. «Non è vero che abbiamo lo stoccaggio e poi facciamo il prezzo che vogliamo. Le compagnie petrolifere ragionano in modo diverso rispetto all’utente finale».

Gaetano Durante

Il prezzo, spiega, nasce dalle previsioni sui costi di approvvigionamento.
«La compagnia petrolifera stima quanto dovrà spendere per rifornirsi il giorno successivo, lavorando “in previsione”, con un listino che spesso è già cresciuto. Poi può succedere che il prezzo cali di colpo e tu ti ritrovi con carburante che hai pagato molto di più. È questo il “gioco”. Alla fine, comunque, noi distributori lavoriamo tutti con prezzi più o meno unificati. E la clientela lo sa: proprio per questo molti preferiscono fare piccoli rabbocchi quasi ogni giorno, così da diluire il più possibile la spesa».

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