Via libera della giunta regionale alle linee di indirizzo per istituire le Zone franche doganali intercluse nelle Marche. Il provvedimento apre il percorso per creare nuove aree doganali speciali nei principali nodi logistici della regione: porto, aeroporto, interporto e aree industriali di Ancona, Pesaro e Urbino, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. L’iniziativa si inserisce nel quadro della Zes Unica e segue le procedure previste dalla normativa europea e dai decreti attuativi in materia doganale.
Le Zone franche doganali intercluse sono aree perimetrate e controllate dove le merci possono essere introdotte, stoccate o lavorate senza pagamento immediato dell’Iva, con procedure semplificate e dedicate alle imprese. Per diventare operative serviranno due passaggi: prima l’individuazione e la delimitazione delle aree idonee, poi il via libera dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che avrà 60 giorni per valutare e approvare le proposte presentate dalla struttura di missione della Zes.
«Le Zfd sono uno strumento concreto che riduce tempi e costi per le imprese, rendendo più efficiente la movimentazione delle merci verso i mercati internazionali», spiega l’assessore regionale Giacomo Bugaro. Le nuove aree doganali si integreranno con le opportunità offerte dalla Zes unica, tra cui credito d’imposta, semplificazioni amministrative e incentivi alle assunzioni. L’atto approvato dalla giunta apre ora la fase operativa, con la pubblicazione di un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse e individuare i soggetti coinvolti e le zone più adatte alla perimetrazione, rafforzando la strategia regionale sulla logistica e sulla competitività del sistema produttivo.
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