Dalla spiaggia di velluto a Roma:
protesta degli operatori balneari
contro la direttiva Bolkestein

SENIGALLIA - L'imprenditore balneare Valter Morganti: «I governi del passato avevano previsto chiaramente che, a fronte degli investimenti effettuati, e che noi abbiamo puntualmente realizzato, le nostre concessioni avrebbero avuto stabilità nel tempo»

La manifestazione a Roma dei bagnini

Una delegazione di bagnini senigalliesi ha preso parte lunedì alla mobilitazione a Roma contro la Bolkestein.
«Abbiamo concluso una giornata importante a Roma – racconta Valter Morganti, titolare dei Bagni Tommi -. Prima davanti alla sede di una nota associazione di categoria, dove abbiamo espresso con chiarezza il nostro disappunto: riteniamo che quanto fatto finora sia stato insufficiente, per non dire nullo. Una situazione che fa riflettere e che porta molti di noi a chiedersi perché si continui ancora ad affidarsi a queste strutture».

La scadenza delle aste nel 2027 ha portato gli operatori a manifestare ancora una volta il proprio dissenso, chiedendo tutele.
«Successivamente ci siamo spostati davanti al Parlamento, dove la protesta è proseguita con determinazione – aggiunge -. Abbiamo esposto cartelli chiari e diretti – a partire dal “no alle aste” senza compromessi – mantenendo alta l’attenzione per ore. Una presenza costante, accompagnata anche da un significativo dispiegamento delle forze dell’ordine».

I manifesti di contestazione

A turno, molti hanno preso la parola, confrontandosi con alcuni esponenti istituzionali e portando avanti con forza e dignità le proprie ragioni.
«I governi del passato avevano previsto chiaramente che, a fronte degli investimenti effettuati – e che noi abbiamo puntualmente realizzato – le nostre concessioni avrebbero avuto stabilità nel tempo – prosegue Morganti -. Oggi invece si tende ad attribuire ogni responsabilità all’Europa, come se fosse un alibi. Ma chi ha investito lavoro, risorse e anni della propria vita nella valorizzazione di un bene demaniale – quindi pubblico – merita certezze, non cambi di rotta continui.

Gli operatori balneari in strada

Per questo chiediamo una cosa molto semplice: che venga mantenuta la parola data. Che i governi, passati, presenti e futuri, si assumano la responsabilità di garantire quanto era stato previsto, anche alla luce della Legge 88 del 2001″. Normativa che prevedeva il rinnovo delle concessioni, diversamente dalle aste imposte, invece, dalla direttiva Bolkestein.

«Riteniamo che sia necessario maggiore equilibrio anche da parte di chi è chiamato a giudicare: decisioni che incidono così profondamente sulla vita e sul lavoro di migliaia di persone meritano attenzione, coerenza e rispetto della realtà dei fatti – prosegue l’imprenditore balneare senigalliese -.  Noi continueremo a far sentire la nostra voce, con determinazione ma anche con senso di responsabilità, chiedendo solo serietà, chiarezza e il rispetto degli impegni presi».

sa.mar.

Un momento della manifestazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




X