Nuova vita per l’ex Tubimar, nel porto di Ancona partono i lavori per il presidio dei controlli sanitari. Un intervento atteso da anni che punta a segnare un passo concreto verso uno scalo più moderno e competitivo, capace di gestire in modo più efficiente le merci in arrivo. Il progetto punta a concentrare in un’unica struttura tutte le attività di verifica sanitaria, rendendo più rapidi e sicuri i controlli su prodotti alimentari, materiali e merci provenienti dall’estero.
Dopo lo stop imposto dal grave incendio del 2020, e completati gli accertamenti giudiziari, l’Autorità di sistema portuale ha riavviato il percorso con interventi preliminari di messa in sicurezza e ripristino.
Ora si apre la fase operativa: 3,39 milioni di euro per realizzare un polo da 1.600 metri quadrati su due livelli, con celle frigorifere, uffici e spazi dedicati ai controlli. Il cantiere è stato affidato a un raggruppamento di imprese marchigiane e avrà una durata di 390 giorni. Qui troveranno sede il Posto di controllo frontaliero, gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari e il medico del porto, figure chiave per garantire standard sanitari in linea con le normative europee.
L’intervento nasce da una strategia condivisa con il Ministero della Salute e l’Agenzia delle dogane, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del porto nei traffici di prodotti alimentari e deperibili. «È un ulteriore passo verso un porto moderno e sempre più al servizio del sistema marittimo», ha sottolineato il presidente Vincenzo Garofalo.
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