
Un momento della manifestazione organizzata stamattina al porto antico dal Comitato Porto-Città di Ancona, dal Circolo Territoriale Vas – Onlus e dalla Piattaforma “Ancona – Porto Ambiente Salute Lavoro”, per dire no al banchinamento del Molo Clementino per accogliere il nuovo terminal per grandi navi da crociera (foto Fb Comitato Porto-Città di Ancona)
Un flash mob molto partecipato davanti alla Fontana dei due soli, quello che è andato in scena questa mattina al porto antico di Ancona. La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Porto-Città di Ancona, dal Circolo Territoriale Vas – Onlus e dalla Piattaforma “Ancona – Porto Ambiente Salute Lavoro”, per dire no al nuovo terminal per grandi navi da crociera da realizzare al Molo Clementino. L’iniziativa si è tenuta a pochi giorni dalla scadenza del 4 aprile, termine fissato dal Ministero dell’Ambiente per la presentazione delle osservazioni nell’ambito del procedimento di Valutazione di impatto ambientale integrata dalla Valutazione ambientale sstrategica. La manifestazione si inserisce in un percorso di protesta e opposizione portato avanti da anni dai comitati cittadini, che il 25 marzo hanno anche depositato al Mase un dossier di circa 70 pagine con osservazioni tecniche, scientifiche e normative contro il progetto di banchinamento al Molo Clementino, nella parte antica e monumentale del porto dorico, quella che accoglie anche l’arco di Traiano.
Il dibattito sul progetto di nuovo hub crocieristico al porto di Ancona si è intensificato a ridosso della scadenza del 4 aprile. Come è noto, le osservazioni presentate dai comitati sollevano diverse criticità: l’assenza dell’autorizzazione della Soprintendenza per una zona di alto valore storico-monumentale, dubbi sulla conformità agli strumenti urbanistici, l’incompatibilità con il Piano Strategico Nazionale della Portualità che non individua Ancona come porto idoneo per grandi navi da crociera, e l’inquinamento portuale, ritenuto responsabile di 110 morti premature all’anno in città secondo studi internazionali indipendenti. «Anziché presentare un progetto ad alto tasso di pericolosità per la salute pubblica, tutelando il profitto privato, l’Autorità portuale dovrebbe presentare dei piani per far rientrare l’inquinamento del porto entro il 31 dicembre 2029 come stabilisce la legge» hanno ribadito i comitati.
Sul fronte politico contrario al progetto, si è schierato anche il deputato di Avs Angelo Bonelli che ha presentato una nuova interrogazione al Ministero chiedendo un parere di non compatibilità ambientale, citando l’impatto sulla salute dei residenti, l’assenza del cold ironing come condizione vincolante e l’incompatibilità con il principio europeo di non arrecare danno significativo all’ambiente. Bonelli aveva già sollevato il problema con un’interrogazione nel 2023. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale Avs Andrea Nobili che ha presentato un’interpellanza a tema all’Assemblea legislativa delle Marche. Anche il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, nel corso di una delle ultime sedute consiliari, ha esplicitamente preso le distanze dal progetto.
Di tutt’altro avviso è l’europarlamentare di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo, Carlo Ciccioli, che lo difende invece come una scelta strategica e sostenibile. Secondo Ciccioli, l’impatto sulla viabilità sarebbe contenuto e gestibile, mentre l’incremento del traffico crocieristico garantirebbe occupazione, turismo e indotto per l’intero territorio regionale, col rischio che Ancona perda competitività rispetto ad altri porti adriatici, come Ravenna, già in fase di potenziamento.«Difendere il porto storico e, allo stesso tempo, dotarlo di infrastrutture adeguate è, dunque, una scelta di responsabilità. – scrive in una nota Ciccioli – Rinunciare oggi al Molo Clementino significherebbe condannare Ancona a un ruolo marginale nei traffici crocieristici e turistici dell’Adriatico nella previsione futura di questo molo attrezzato per il diporto di lusso. Al contrario, andare avanti con determinazione vuol dire garantire futuro, occupazione e competitività alla nostra regione. È il momento della visione integrata, ma anche del coraggio. Certamente non è il momento dei rinvii, anche perché ciò non preclude il grande progetto di prospettiva della cosiddetta Penisola che sarà, con la diga foranea, l’atto finale del completamento del nostro porto già valorizzato dall’imperatore Traiano come primo porto dell’Impero Romano e ‘Porta d’Oriente’», conclude nel suo comunicato l’europarlamentare di FdI.
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