Il Lions Club restaura la “Sacra Famiglia”:
l’opera torna al Museo

FABRIANO - L'icona del XVI secolo splende di nuovo grazie all'intervento della restauratrice Lucia Palma

Da sinistra: Don Antonio, Lucia Palma, Laura Barbacci, Paola Ribacchi e Andrea Rivosecchi

Un gesto che restituisce bellezza e storia al territorio: il Club di Fabriano ha sostenuto interamente il restauro di una preziosa tavoletta del XV-XVI secolo raffigurante la Sacra Famiglia.
L’intervento, conclusosi con successo, non solo salva un’opera dal degrado, ma ne garantisce la pubblica fruizione: l’icona ha trovato, infatti la sua collocazione definitiva presso il Museo Diocesano, dove residenti e turisti potranno finalmente ammirarla.
L’opera è un tipico esempio di “icona domestica” di scuola veneto-dalmata. Nel Cinquecento, questi dipinti non erano destinati alle chiese, ma alle camere da letto o agli oratori privati dei palazzi nobiliari, fungendo da supporto per la meditazione quotidiana e da simbolo di prestigio sociale per i mercanti dell’epoca. Spesso donate come augurio per matrimoni o nascite, queste tavole accompagnavano i proprietari anche nei loro viaggi come protezione spirituale.
Domenica 8 marzo, in una data tutt’altro che simbolica, si è tenuta la presentazione del restauro ai soci del Club. Gli interventi realizzati per far tornare a splendere l’opera raffigurante la Sacra Famiglia, riportando alla luce i colori originali, sono stati affidati alla restauratrice Lucia Palma proposta dalla dott.ssa Laura Barbacci, responsabile dell’ufficio diocesano per i Beni Culturali e L’Edilizia di Culto.

Il quadro restaurato

La restauratrice durante la presentazione ha così ripercorso il suo intervento. «L’opera – ha detto – si presentava in uno stato conservativo mediocre, compromessa da attacchi di tarli, sollevamenti della pellicola pittorica e precedenti restauri ormai obsoleti e invasivi che ne alteravano la leggibilità. Il processo di recupero è stato estremamente meticoloso e ha seguito diverse fasi tecniche. La prima quella della disinfestazione e consolidamento ha previsto che il supporto in legno di conifera fosse trattato in camera anossica, uno spazio privato di ossigeno e addizionato di anidride carbonica, per eliminare i tarli, seguito dall’applicazione a pennello di un prodotto specifico.  Successivamente per stabilizzare il colore a tempera che tendeva a staccarsi, sono state eseguite iniezioni di adesivo idoneo all’interno delle fessurazioni, utilizzando poi un termocauterio e un tampone per esercitare una leggera pressione e far aderire nuovamente il colore al supporto. Una volta fissata la pellicola pittorica è stata necessaria una pulizia selettiva attraverso saggi preliminari, sono state rimosse le polveri grasse, le vernici ossidate e i vecchi ritocchi pittorici deteriorati. Ho utilizzato delle miscele solventi applicate con tamponi di cotone, avendo cura di preservare la “patina” originale del dipinto. A questo punto si è aperta la fase della stuccatura e reintegrazione. Qui le lacune sono state colmate con uno stucco tradizionale e la fase estetica di reintegrazione cromatica è stata eseguita con un metodo rigorosamente reversibile, utilizzando acquerelli e colori per restituire continuità cromatica alle zone perdute. Inoltre, anche la cornice è stata trattata subendo un riassetto statico e una pulizia approfondita. Infine, l’intero manufatto è stato protetto con una verniciatura applicata prima a pennello e poi a spruzzo. Un lavoro meticoloso, apprezzabile anche grazie al dettaglio lasciato di un piccolo tassello originale del dipinto, nel fondo oro che mostra, nel confronto diretto col restante restaurato, come sia tornato a brillare».

Un dono alla città, che ha rappresentato anche un momento di unione per i soci di Fabriano, oltre che di continuità di intenti nelle Presidenze che si sono avvicendate gli ultimi due anni del Club. Fu, infatti, Andrea Rivosecchi Presidente Lions Club 2024-25 tramite Don Antonio Esposito Parroco della Cattedrale ed economo diocesano ad accogliere la proposta di finanziare il restauro, che oggi viene celebrato in un evento voluto dall’attuale Presidente del Club Paola Ribacchi.
Tuttavia, il vero successo dell’operazione risiede nella destinazione finale dell’opera: il Museo Diocesano di Fabriano, che ha sede al piano terra del Palazzo Vescovile, in Piazza Giovanni Paolo II. Il museo giunto al suo decimo anno, espone opere che raccontano l’identità religiosa e culturale della diocesi, oggi guidata dal Vescovo Mons. Massara e promuove il ruolo dell’arte sacra anche come veicolo di evangelizzazione e amore per Dio.
L’esposizione della “Sacra Famiglia” in questo contesto risponde pienamente alla missione del museo: valorizzare e rendere fruibili opere d’arte che per lungo tempo sono rimaste nascoste in sacrestie o chiese non facilmente accessibili.
Grazie a questa sinergia tra il Club e l’istituzione diocesana, un tesoro della devozione privata del Cinquecento torna oggi a essere un patrimonio condiviso da tutta la cittadinanza e dai visitatori.

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