L’Università Politecnica delle Marche organizza l’evento “Univpm per Giulio Regeni” che si terrà il 13 maggio prossimo alle ore 14.30, presso l’Aula Magna di Ateneo (Polo Monte Dago Ancona). A dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, verrà proiettato il docu-film “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni. La proiezione sarà preceduta da un messaggio dei genitori di Giulio Regeni e introdotta dall’autore Matteo Billi; seguirà un dibattito sui temi della libertà di studio e di ricerca. L’evento rientra in una iniziativa più ampia “Le Università per Giulio Regeni”, che coinvolge 76 atenei, 15mila persone tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini, due mesi di incontri e proiezioni fra aprile e maggio. L’iniziativa è stata presentata ieri in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la senatrice Elena Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini, il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi.
«L’Università Politecnica delle Marche – commenta in una nota il rettore dell’Univpm Enrico Quagliarini – aderisce con convinzione a questa iniziativa, che unisce il mondo universitario italiano nel nome della libertà di ricerca, della tutela dei diritti fondamentali e della responsabilità civile verso la società. La storia di Giulio Regeni ci ricorda che la ricerca non è soltanto un esercizio intellettuale, ma un impegno che può richiedere coraggio, integrità e dedizione assoluta alla verità».«Per i nostri giovani ricercatori è un’occasione importante – aggiunge il prof. Francesco Regoli delegato alla ricerca Univpm – di riflessione e consapevolezza. La storia di Giulio Regeni ci ricorda che la possibilità di fare ricerca non è sempre un diritto garantito e ci richiama, ogni giorno, a non dimenticare principi fondamentali come l’etica, la libertà delle idee, l’importanza delle scelte e delle responsabilità».
«La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia – ricorda la senatrice Cattaneo – non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso».«Siamo onorati e grati per questa iniziativa – dicono i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui».
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