Via il microchip sulla carta d’identità:
denunciata per falso materiale

FABRIANO – Ad un controllo su strada degli agenti del Commissariato, la donna ha consegnato la Cie dove risultava asportato il circuito contactless con un taglio “chirurgico”. Rischia di dover rispondere di un reato per il quale è prevista una pena da 4 mesi a 2 anni di reclusione

Agenti del Commissariato in servizio

La Polizia di Stato di Fabriano ha denunciato una donna per falso materiale commesso da privato. Negli scorsi giorni, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio dalla Polizia di Stato nelle aree cittadine maggiormente affollate, è stata notata la presenza di una autovettura, con a bordo tre persone dall’andatura sospetta. Il veicolo, infatti, procedeva “a singhiozzo” ovvero rallentava in prossimità di zone dove insistevano esercizi commerciali per poi accelerare. Fermato in condizioni di sicurezza dalla Volante, il veicolo è risultato essere occupato da due uomini ed una donna, tutti di origine extracomunitaria, di età compresa tra i 30 ed i 40 anni,  ma residenti in una regione del sud Italia. Identificati e controllati, sono risultati dei precedenti penali per reati contro la persona ed il patrimonio. L’attenzione dei poliziotti, in particolare, è stata attirata dal documento di identificazione che veniva consegnato dalla donna: una carta di identità elettronica rilasciatale dal Comune di residenza. Da questa, infatti, risultava essere asportato il microchip contactless con un taglio “chirurgico” che non poteva essere stato provocato da azioni accidentali ma chiaramente operato con finalità specifica.

Alla richiesta di informazioni a riguardo, la donna non si è espressa: pertanto gli agenti hanno proceduto al sequestro del documento di identità manomesso ed alla segnalazione della interessata alla Procura della Repubblica per il reato previsto dall’articolo 482 del codice penale (falsità materiale commessa da privato), reato per il quale è prevista una pena da 4 mesi a 2 anni di reclusione. Si segnala che il microchip contactless della c.i.e. (carta di identità elettronica) risulta avere memorizzati i dati personali e biometrici del titolare, ivi comprese le impronte digitali, nonché tutte le informazioni che ne possono consentire la identificazione online. Alla stessa maniera, è necessario per i viaggi all’interno dei paesi dell’area Schengen. Ne consegue che la cessione del microchip contactless a terzi è una operazione che può consentire attività illecite commesse in web o spostamenti all’interno dell’Unione Europea di soggetti effettivamente non titolari di un genuino titolo identificativo.

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